Captain Fantastic, i pro e i contro della società

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Ben, la moglie e i loro sei figli hanno deciso di vivere a contatto con la natura, lontano dalla città e liberi dalle regole dalla società. Il padre fa loro da guida e, tutti insieme, passano le giornate allenandosi fisicamente e intellettualmente (vanno a caccia per procurarsi del cibo, leggono libri di scienze, studiano lingue straniere, ecc). La madre, però, è malata e questo li spingerà ad avventurarsi in città: un mondo per loro sconosciuto.


“Potere al popolo, abbasso al sistema.”
Questa frase, ripetuta più volte nel film, mi ha colpito e credo che esemplifichi in modo efficace la filosofia di vita della famiglia di Ben.
Nel momento in cui Ben e i suoi sei figli entrano a contatto con l’ambiente cittadino, ho avuto l’impressione che fossero come degli alieni appena sbarcati su un nuovo pianeta. Questo vale almeno per ragazzi, perché il padre in qualche modo se la cava e sa come funzionano le cose, in quella parte di mondo che tanto detesta.
Proprio per quell’essere diversi e originali – a partire dai nomi propri dei figli – mi sono trovata a simpatizzare per loro. Oltre che più intelligenti e forti, infatti, appaiono anche più veri.
Gli abitanti della città si differenziano negativamente dai componenti della famiglia protagonista già dal fisico più corpulento, dovuto alla vita sedentaria e al cibo non troppo salutare. Ma sono diversi soprattutto dal punto di vista mentale: appaiono tutti abbastanza omologati e anche piuttosto ignoranti. Verrebbe da urlare loro: “Svegliatevi!”
Non credo di esagerare dicendo che il film appare come una continua critica verso tutto ciò che riguarda la società organizzata, comprese le istituzioni che ne fanno parte. La famiglia di Ben apparirà anche come aliena, ma i suoi componenti sono alieni dalla vasta conoscenza e maturità, che lottano per la libertà e la verità. Mi è venuto in mente un pensiero espresso nel libro La profezia di Celestino di James Redfield: nel momento in cui c’è da spiegare loro qualcosa, i bambini sono trattati alla pari degli adulti e, quando esprimono un’opinione, vengono ascoltati e presi in seria considerazione. Le menzogne non sono contemplate, neanche quelle più innocenti dette a fin di bene. Una scelta, questa, che forse non tutti appoggerebbero, perché l’idea attualmente più condivisa è che i piccoli devono essere protetti dalle brutte verità.
Ricordo i borbottii che si alzavano dalla platea durante particolari scene. A proposito di scene, ce ne sono alcune un po’ crude che, secondo me, hanno proprio lo scopo di creare sconvolgimento nella mente del pubblico.
Per concludere, l’ho trovato un film che dà modo di riflettere su diversi aspetti della vita. Viene da interrogarsi, per esempio, sui lati negativi della società capitalistica e su quale sia il modo migliore per essere dei bravi genitori.
Un mix di drammaticità e commedia che sa far nascere emozioni contrastanti, in grado di strappare un sorriso e far sorgere una lacrima.


Licenza Creative Commons Questo articolo di Monique Namie
è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.


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4 pensieri riguardo “Captain Fantastic, i pro e i contro della società

      1. Se ti va, poi fammi sapere come hai trovato il film. Se invece non dovessi più sentirti, per me avertelo fatto scoprire è già una grande soddisfazione. Grazie a te per la risposta! 🙂

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