Cosmonauta

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N.d.A.: Una delle interpretazioni del testo può essere la seguente: in un futuro imprecisato, due innamorati fuggono dal pianeta Terra sull’orlo dell’apocalisse e si stabiliscono su un nuovo mondo. Mentre uno dei due rimane sconvolto dalla realtà che si gli presenta davanti e impazzisce, l’altra sembra apprezzare l’opportunità di avere salva almeno la vita.


Ricordi ancora il nostro mondo?
Qui il cielo sembra uno stagno senza luna
e se urli che te ne vuoi andare io non rispondo,
perché quest’isola nell’universo è una fortuna.

Ricordo ancora i colori dello spazio immenso
riflessi negli occhi tuoi, come pianeti
da esplorare amando ogni passo lento.
Oh, i tuoi occhi da cosmonauta romantico!
Tu che non hai ancora perso la speranza
di tornare un giorno nel nostro accampamento.[1]

Ricordi ancora le vicine comete d’argento?
Mi cingevi la vita sussurrando sogni vani
per viaggiare lontano con quella luce nel vento,
con te che volevi esplorare le galassie immani.

Perché su questo mondo i fiori son neri?
Non c’è risposta nei tuoi occhi infiniti.
Oh, cosmonauta perso in una stella fredda,
dimmi che smetterai di gridare di voler fuggire.
Dimmi che ricordi il countdown alla partenza,
e la casa azzurra in cui stavamo per impazzire.

I nostri nomi, i nostri cuori, i nostri volti
sono ancora lì, in quel mondo sbiadito
che forse già s’è consumato.


Nota:
1- “Accampamento” in questo verso è un riferimento al pianeta Terra.


Licenza Creative Commons Quest’opera di Monique Namie
è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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11 pensieri riguardo “Cosmonauta

  1. La figura del cosmonauta (e anche del dualismo tra due mondi – o modi – del vivere) ricorre in due delle mie più grandi “influenze”: Alfredo Bonazzi (il tesoro nascosto della poesia italiana, recentemente scomparso: una giovinezza distrutta tra una pallottola in testa, il riformatorio e una condanna all’ergastolo, dove scoprirà il suo talento fino a ricevere la grazia nel 1973 dal Presidente della Repubblica, e numerosi premi e riconoscimenti letterari, tra cui quel “Bonazzi è un grande poeta” riferito da Eugenio Montale); e poi Peter Hammill (uno dei massimi poeti del cantautorato inglese degli ultimi 50 anni).

    Ti posto due loro composizioni che rievocano il cosmonauta 🙂

    Il Frantoio delle Ore (di Alfredo Bonazzi)

    Ogni sera – da dieci anni
    qualcuno mi chiude il cancello
    e alle diciannove e dieci
    comincio a passeggiare nella cella.

    Poi siederò al tavolo
    sotto la luce
    a leggere poesie di Hardy,
    a imparare a memoria
    il “mestiere di vivere”
    del ragazzo Pavese
    (“che beveva stupito il mattino”
    prima che di colline
    si facesse verde grano).
    Ma io non so vivere,
    io che respiro il sussurro gonfio
    di vene umane
    con la mente insonne della notte.

    Da dieci anni – ogni sera
    sento il richiamo del gatto
    nel cortile chiuso all’avventura,
    e il canelupo magro, sguinzagliato,
    giocare con le guardie
    sento ogni sera – da dieci anni.

    Veterano del “cuore profondo”
    ho cuore di cosmonauta
    e radar d’amore
    al posto degli occhi:
    vado captando i pensieri
    l’agonia e il pianto
    del compagno inquieto.
    Chiuso a chiave, riascolto
    nel frantoio delle ore
    le voci deluse della speranza
    e l’eco dei tanti messaggi spenti

    In Mezzo (di Peter Hammill)

    Nessun cambiamento al di fuori del Tempo:
    due pianeti esistono fianco a fianco
    inconsapevoli l’uno dell’altro,
    anche se profondamente legati.
    Come rami di un albero,
    non sanno a cosa appartengono,
    ignari del tronco che li unisce,
    dell’energia che li anima.
    Due pianeti in armonia
    di opposizione – la supposizione
    è che, quando l’uno è sereno
    l’altro allora è triste.
    Che ne è dell’Uomo nel mezzo?
    Rivolge il sorriso verso un pianeta e la sua vita è felice;
    mostra la schiena all’altro,
    e viene proiettata un’ombra.
    È l’uomo che fa le bolle di sapone,
    creando felicità magica per tutti quelli che le toccano,
    sono commestibili e sanno di marzapane;
    offrono ormeggi alle imbarcazioni, e pace agli esseri umani,
    di fronte ad esse tutte le nevrosi si dissolvono facilmente.
    Alcuni arrivano ad affermare che tale sacramento
    deve essere il Sacro Graal.

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    1. Ti ringrazio per avermi fatto scoprire questi due autori. Trovo che entrambe le poesie evochino delle immagini molto belle. I versi che più mi hanno emozionato sono questi:
      “ho cuore di cosmonauta
      e radar d’amore
      al posto degli occhi:
      vado captando i pensieri
      l’agonia e il pianto”

      🙂

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  2. Ecco invece un altro testo di Peter Hammill dedicato ai navigatori spaziali, si chiama Pioneers Over C, e per certi versi ha alcuni punti di contatto con la tua poesia: te lo posto direttamente in inglese perché sono certo che non avrai difficoltà a capirlo. Un brano dei Van der Graaf Generator (la band di Peter Hammill) tratto dall’album H to He, Who Am the Only One, del 1970, e che quindi predice un avvenimento del futuro (nel 1983). In questo link da fantascienza.com – assieme ad un approfondimento delle liriche di Hammill e della loro connessione con la fantascienza – trovi una recensione/spiegazione del brano, che annuncia la tragedia dell’astronauta. Viene giustamente definito dal recensore “una space-opera in musica” 🙂

    http://www.fantascienza.com/21462/pionieri-oltre-la-velocita-della-luce-la-fantascienza-di-peter-hammill-e-dei-van-der-graaf-generator

    Left the earth in 1983,
    fingers groping for the galaxies,
    reddened eyes stared up into the void,
    1000 stars to be exploited
    Somebody help me I’m falling, somebody help me, I’m falling
    down
    Into sky, into earth, into sky, into earth …..
    It is so dark around, no life, no hope, no sound
    no chance of seeing home again …
    The universe is on fire, exploding without flame.
    We are the lost ones; we are the pioneers;
    we are the lost ones
    We are the ones they are going to build a statue for
    ten centuries ago or were going to fifteen forward …

    One Last brief whisper in our loved ones’ ears
    to reassure them and to pierce the fear
    standing at controls then still unknown
    we told the world we were about to go
    Somebody help me I’m missing, somebody help me
    I’m missing now
    touch with my mind, I have no frame,
    touch with my mind, I have no frame …
    Well now where is the time and who the hell am I,
    here floating in an aimless way?
    No-one knows where we are, they can’t feel us precisely ..

    There is no fear here.
    How can such a thing exist in a place where
    living and knowing
    and being have never been heard of?

    Doomed to vanish in the flickering light,
    disappearing to a darker night,
    doomed to vanish in a living death, living anti-matter,
    anti-breath
    Somebody help me I’m losing, somebody help me, I’m losing now
    people around, there’s no-one to touch,
    no people around, no-one to touch.
    I am now quite alone, part of a vacant time-zone,
    here floating in the void,
    only dimly aware of existence, a dimly existing awareness,
    I am the lost one, I am the one you fear,
    I am the lost one,
    I am the one who went up into space, or stayed where I was,
    or didn’t exist in the first place …

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    1. Mi sono presa un po’ di tempo per leggere anche la spiegazione nel link.
      “La causa del disastro è un’imprevista distorsione dello spazio-tempo che rende gli astronauti una sorta di fantasmi, intrappolati in una condizione di non-fisicità.” Wow! Il concetto di “tempo” è quello che probabilmente mi affascina di più. Questa è la seconda volta che mi fai scoprirei degli autori interessanti! Grazie! 🙂

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      1. Grazie a te…non è facile per me trovare gente con cui parlare “in real life” di queste cose, è sicuramente un argomento tra i più belli. I viaggi interspaziali, e la solitudine dell’astronauta hanno ispirato diversi album musicali sin dall’era pre-Apollo 11 diciamo. Te ne elenco alcuni di mia conoscenza (sono album INTERAMENTE incentrati sullo spazio e la figura dell’astronauta).

        Attilio Mineo – Man in Space With Sounds (1963…il postatore sono io, era il 2008): http://arlequins.forumfree.org/index.php?showtopic=3409

        Raccomandata con Ricevuta di Ritorno – Per un Mondo di Cristallo (1973): https://www.psycanprog.com/albums/raccomandata-con-ricevuta-di-ritorno-1972-per-un-mondo-di-cristallo/

        Jose Cid – 10.000 Anos Depois Entre Venus e Marte (album portoghese del 1978): http://www.arlequins.it/pagine/articoli/alfa/corpo.asp?ch=215

        Ce ne sono molti altri (ognuno di questi ha una sua storia nei testi) ma non voglio sommergerti di informazioni 😀

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        1. Figurati, non temere di sommergermi di informazioni. Magari ci metto un po’ a rispondere, ma non mi dispiace per niente leggere di queste cose. L’argomento “viaggi spaziali” è molto affascinante (anche se preferisco ancora di più i viaggi nel tempo). 🙂

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          1. Ah beh allora caschi bene 😀 Tempo fa lessi un articolo al riguardo del cronovisore…a me interessano un po’ tutti i misteri (criptozoologia, rapimenti spaziali, metafonia in special modo Marcello Bacci etc.) questo al di là delle credenze personali ma come curiosità mi piace approfondire e cercare di farmi una mia idea (anche vagliando bene le fonti). Anch’io a volte rispondo in ritardo, non mi piace rispondere di fretta dal telefono, preferisco accendere il pc, e questi giorni ce l’ho spesso acceso perché sono in fase abbastanza creativa (in barba al concorso che sto preparando e a cui sto rubando tempo :D).

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            1. Anch’io ho letto del cronovisore (di Padre Ernetti). I viaggi nel tempo mi attraggono: pensa che al tempo di John Titor ero andata a studiarmi la conversazione originale postata nel forum inglese. Comunque tutto ciò che è misterioso mi affascina. Ogni tanto, prendo parte anche a indagini di paranormale con un gruppo. 😀

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  3. Allora teniamoci aggiornati…per caso conosci qualche film sulla metafonia? Mica son riuscito a trovarlo! Titor? Cioè tu all’epoca e cioè nel 2001, a 9 anni, invece di giocare con le Barbie pensavi a Titor? Sei un mito ahah…oppure vieni dal passato e nel 2001 chissà quanti anni avevi…”mi stai facendo paura” (cit. Battisti – La Canzone del Sole) ahaha 😀

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      1. Meno male, niente infanti che traducono Titor…tutto sommato non sei aliena ahah 😀 Ora vado a terminare la preparazione del prossimo post sul blog, che sarà qualcosa di particolare, quantomeno come “condizioni al contorno”. Oh, attendo di leggere le tue poesie recenti, non farmi aspettare troppo! Buonanotte e abbraccio virtuale, speriamo arrivi intero perché da Bari a Venezia si rischia quasi il time warp! 😀

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