Numero sette

Image and video hosting by TinyPic

Appartengo a una comunità in cui solo pochi eletti possono entrare a far parte della SSQ, la Suicide Squad, una squadra che in realtà con i suicidi non ha nulla a che fare. Si tratta semplicemente di un gruppo di persone che amano l’azione e l’adrenalina e che, quindi, intraprendono missioni piuttosto movimentate di vario tipo.
I posti sono limitati, e a me è già stato fatto capire che non potrò mai accedervi perché, per poter sottoporre la mia candidatura, devo attendere che prima siano ammessi tutti i parenti più giovani del capo della comunità… e vi posso assicurare che sono molti.
C’è un luogo dedicato agli allievi della SSQ che è off-limits per le persone comuni. L’ubicazione è conosciuta da tutti, ma se qualcuno di non autorizzato decide di andare a curiosare, viene severamente punito. Vi si accede da una porta che si trova in fondo all’atrio della residenza principale del villaggio. L’edificio appare come una vecchia villa del ‘700, ma la porta dell’aula dedicata alla SSQ è moderna, in materiale metallico e coperta da eleganti tendaggi azzurri.
Una sera, mentre tutta la comunità è impegnata in una riunione, io mi dirigo verso la porta, animata da intenti ribelli, decisa ad assecondare la mia curiosità. Abbasso la maniglia, varco con cautela la soglia per poi richiudermi l’uscio alle spalle. Il luogo sembra un ibrido tra un magazzino e un’aula scolastica: da una parte ci sono degli scaffali addossati al muro con su stipate innumerevoli cianfrusaglie e dall’altra ci sono dei banchi con le sedie e una lavagna digitale alla parete.
Esploro un po’ in giro e accendo anche lo schermo della lavagna su cui compare una complicata espressione matematica. Capisco immediatamente che si tratta del quesito dell’esame da superare per far parte della SSQ. Mi metto a risolvere il calcolo mentalmente e, proprio quando giungo al risultato, il capo della comunità entra e mi sorprende lì dove non dovrei essere. Dal suo atteggiamento non si direbbe arrabbiato, ma rassegnato a dover fare qualcosa che ha già fatto altre volte. Il suo sguardo incute un certo timore: sembra volermi chiedere scusa per quello che succederà. Poi alza le mani al cielo e grida qualcosa che sembra un’invocazione o una formula magica. Subito un cerchio di fuoco mi circonda. Grido il risultato dell’espressione che ho risolto. Forse spero che questo mi possa salvare. «Sette! Il risultato è sette!»
Ma il cerchio di fuoco attorno a me si fa sempre più vicino…
Riesco a gridare un’ultima volta il numero sette prima che il cerchio mi inghiotta facendomi sparire.
Il capo della comunità crede di avermi incenerita. Ma io sono ancora lì, seppure invisibile, e vedo tutto. Vedo che sul pavimento della stanza è rimasto un cerchio nero su cui prima si alzavano le fiamme e poi vedo lui che esce per tornare alla riunione, come se non fosse successo nulla. Improvvisamente la scena cambia e mi ritrovo a nuotare in un mare di fango. Mi faccio strada fra la terra e risorgo in un campo incolto vicino al villaggio della comunità. Posso spostarmi con la sola forza del pensiero e le mie braccia si allungano a dismisura, come tentacoli oscuri, verso gli ignari residenti del villaggio.


Licenza Creative Commons

“Numero 7” di Monique Namie
è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.


Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...