Luoghi addormentati

Image and video hosting by TinyPic

È cresciuto un ginkgo nella hall dell’albergo,
il vento ha corroso le scale,
la pioggia ha arrugginito le porte delle sale,
e le finestre
già da tempo sono state divelte.
Non posso più entrare.
Una mano di foglie ha sollevato il soffitto,
spargendo costose tegole come sementi
su lerci pavimenti di marmo incantato.
Resterei per ore a contemplare
come la natura ha tessuto un velo.
Resterei ancora ad osservare
per fotografare i semi nel loro germogliare.


NdA: Una poesia del 2015 che inizialmente avevo intitolato “Luoghi abbandonati”. Ma con tutta la natura insediata all’interno, ho pensato che l’aggettivo “abbandonato” non fosse quello giusto. La presenza di piante, fiori e animali lo rende, già di per sé, un posto molto popolato. Un posto “addormentato”, invece, attende che qualcuno torni e lo risvegli.


Licenza Creative Commons“Luoghi addormentati” © Monique Namie
è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.


Sleeping Places

A ginkgo has grown in the hotel hall
wind has eroded the stairs,
rain has rusted the rooms’ doors
and the windows
has been uprooted long time ago.
I can no longer go in.
A hand of leaves has lift up the roof
spreading expensive shingles like seeds
on filthy floors of enchanted marble.
I’d like to stay here for hours
to contemplate
how the nature has weaved a veil.
I’d like to still stay to observe,
to take photos of the germinating seeds.


AN: I initially called the poetry “Abandoned Places” but, with the nature installed inside, I’ve thought that “abandoned” wasn’t the right adjective to use. The presence of plants, flowers and animals makes some places very populated. A “sleeping” place, instead, waits for someone to come back and to wake it up.


Creative Commons License
“Sleeping Places” © Monique Namie
is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.


Annunci

2 pensieri riguardo “Luoghi addormentati

  1. C’è un leitmotiv che ricorre spesso nelle tue poesie, ed è questo distacco dal luogo, l’impossibilità a raggiungerlo o il dover fuggire da esso; o ancora il distacco in generale e l’abbandono (da Tornerò alla figura dell’astronauta, o il libro abbandonato). Ritengo sia una cosa positiva quella di “seguire” un filo conduttore nella propria poetica. Nel mio caso credo sia il relativismo nella percezione di ciò che abbiamo attorno, e la possibilità di percepire (e percepirci) diversamente. Mi piace il contrasto (un quasi ossimoro percepito) tra i “lerci pavimenti” e il “marmo incantato” 🙂

    Liked by 1 persona

    1. Ottima osservazione. Ritengo che in ciò che scrivo (soprattutto nelle poesie) ci sia una certa dose di malinconia che deriva proprio da ciò che hai intuito. In generale direi che traggo ispirazione dalle cose o dalle situazioni irraggiungibili. 🙂

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...