Turista per scienza – Maria Luisa Bozzi e Stefano Camanni

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Titolo: Turista per scienza
Sottotitolo: 100 itinerari e 1000 spunti per week-end e viaggi ad alto contenuto scientifico
Autori: Maria Luisa Bozzi, Stefano Camanni
Rusconi Editore, 1994

Visto l’argomento trattato, parlando di questo libro vestirò inevitabilmente i panni dell’Alberto Angela di turno in versione femminile. Essere sintetica sarà difficile, date le numerose tematiche affascinanti, ma ci proverò cercando di soffermandomi solo su ciò che mi ha colpito maggiormente.

Nel volumetto sono raccolti i principali luoghi d’interesse scientifico che rivestono anche un’allettante meta turistica entro i confini italiani. Gli argomenti sono ordinatamente suddivisi per campo di appartenenza: botanica, fisica, genetica, geologia, mineralogia e vulcanologia, geomorfologia, glaciologia, paleoantropologia, paleontologia e zoologia.
Tra le pagine si trovano informazioni davvero interessanti legate al territorio italiano. Accompagnando la lettura a una breve ricerca in rete si trovano i riscontri fotografici assenti nel libro. La voglia di andare a visitare di persona certe meraviglie si fa subito strada attraverso le nozioni storico-scientifiche.

Per quanto riguarda la geologia, il libro si è soffermato a raccontare quello che per me ha rivestito fin da piccola un argomento di grande fascino: l’origine delle rocce dolomitiche, al cui interno si possono trovare fossili e impronte di antichi organismi.
Quando andavo alle elementari, le maestre ci portarono a Bolca, nella Cava della Pesciara. In quell’occasione giocammo a fare i paleontologi aprendo delle autentiche lastrine dove si potevano trovare dei resti fossilizzati.
Se penso che le Dolomiti hanno visto passare su di loro uno smisurato periodo di tempo, lungo diverse ere geologiche, un senso di mistica meraviglia mi assale, assieme alla voglia di possedere una macchina del tempo.

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Un rifugio con vista sulle Tre Cime di Lavaredo.

“Queste montagne si sono originate da antichissime scogliere marine, formate dai resti calcarei (gusci e scheletri) di animali e vegetali, che si sono sollevate durante il processo di formazione della catena alpina. […] 270 milioni di anni fa, nel periodo Permiano, le terre emerse formavano un unico grande continente, la Pangea, interrotto solo da un profondo golfo che da est si insinuava verso ovest: il golfo della Tetide. […] È appunto un tratto di costa della Tetide l’ambiente in cui si sono formate le Dolomiti.”

Un’altra tematica che ho sempre trovato affascinante, e che è ben trattata nel libro, è la vulcanologia. Nel paragrafo che spiega i fenomeni eruttivi in generale, sono raccolti alcuni eventi storici drammatici correlati all’attività vulcanica mondiale. Esiste, per esempio, un raro fenomeno chiamato eruzione limnica che vede protagonisti gas tossici che per migliaia di anni possono accumularsi in sacche sotterranee e fuoriuscire poi all’improvviso. Una situazione del genere si è verificata in Camerun nel 1986: quella volta centinaia di persone residenti nei villaggi vicini morirono soffocate nel sonno.

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Una strada dell’antica Pompei con il Vesuvio visibile in lontananza.

La meta italiana a tema vulcanologico che più trovo affascinante è sicuramente il Vesuvio con i siti archeologici vicini.  La tragica eruzione del 79 d.C., che distrusse le città di Ercolano e Pompei, ha reso questo vulcano famoso in tutto il mondo. “Fu quella anche la prima eruzione della storia osservata e documentata con metodo scientifico grazie a Plinio il Vecchio, comandante della flotta romana di stanza nel golfo di Napoli, che si recò sul posto per osservare il fenomeno da vicino e prestare soccorso agli abitanti.”
Plinio il Vecchio ci rimise la vita, ma le sue note sono sopravvissute fino a noi, tramandate attraverso le lettere del nipote Plinio il Giovane, e oggi costituiscono un importante documento storico.

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Particolare dei Sassi di Matera, Parco della Murgia Materana.

Nel 2010 ho avuto l’occasione di visitare le Grotte di Castellana in Puglia, splendido esempio di carsismo. Ricordo che rimasi colpita dalle parole della guida che si raccomandò più volte di non toccare le stalagmiti e le stalattiti. L’accrescimento di queste formazioni rocciose avviene in modo molto lento (un paio di millimetri ogni decina d’anni). Toccandole nel punto in cui cade la goccia d’acqua, si ripulisce il calcare depositato e la crescita ritarda irrimediabilmente. Il libro parla di questo sito e di altre mete più o meno lontane, come la Murgia di Matera. Qui il fenomeno del carsismo “si intreccia con i resti di insediamenti di antiche popolazioni”.

Un aspetto negativo di questo libro? Trattandosi di una pubblicazione del 1994 alcune informazioni non sono aggiornate. Le indicazioni stradali potrebbero essere cambiate, i recapiti telefonici non sono più validi e forse qualche alloggio oggi non esiste più, sostituito da un altro. Nel capitolo che parla di Ötzi, l’uomo di Similaun, a un certo punto si legge che la mummia dovrà essere trasferita in Italia, cosa che è già avvenuta (oggi si trova nel Museo Archeologico dell’Alto Adige, a Bolzano). Tenuto conto di questo la lettura è stata comunque istruttiva e appassionante, meglio ancora se accompagnata a brevi ricerche in rete per verificare i dati e trovare delle foto.

Per concludere, vi lascio una selezione dei link interessanti correlati agli argomenti citati.
Dolomiti: impronte di dinosauri sul masso di frana al Pelmetto
24 agosto (?) 79 d.C.: l’ultimo giorno di Pompei
Grotte di Castellana
Ötzi, l’Uomo venuto dal ghiaccio


Licenza Creative Commons Questo articolo © Monique Namie
è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.


10 pensieri riguardo “Turista per scienza – Maria Luisa Bozzi e Stefano Camanni

  1. dev’essere una lettura molto interessante. Le grotte di Castellana le ho viste anch’io alcuni anni fa, e sempre diversi anni fa sono stato sul luogo dove hanno ritrovato Otzi, delle montagne stupende.
    La nostra Italia è colma di paesaggi e storia, un vero museo a cielo aperto 😉

    Piace a 1 persona

    1. Sono stata a Bolzano nel museo dov’è conservato Otzi, ma non ho mai visitato di persona il luogo del ritrovamento. Immagino sarà stata un’esperienza indimenticabile. 🙂 In Italia ci sono posti meravigliosi, peccato che spesso la mancanza di fondi rende alcuni siti poco curati, se non decadenti… Ci vorrebbe più sensibilità da parte di tutti.

      Piace a 2 people

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