Artemis. La prima città sulla Luna – Andy Weir

Free Image Hosting at FunkyIMG.comTrama: Jazz Bashara ha una mente geniale, ma è così pigra che preferisce procurarsi i soldi in modi relativamente più semplici: piccole truffe e contrabbandi. Vivere ad Artemis, sulla Luna, è difficile se non si è ricchi e Jazz ha progetti ambiziosi che richiedono parecchio denaro. Ecco perché, quando le si presenta l’opportunità di compiere un colpo fruttuoso, lei accetta. Non immagina che si troverà invischiata in una rete di complotti che metterà in pericolo la sua esistenza e il futuro stesso di Artemis. 


Ho scoperto Andy Weir dopo aver visto al cinema (per ben due volte) il film Sopravvissuto – The Martian, e aver successivamente letto il libro da cui è stato tratto.
Weir ha sviluppato fin da piccolo uno stretto rapporto con scienza e fantascienza: da una parte grazie al padre fisico, dall’altra grazie l’interesse per la letteratura fantascientifica di Arthur G. Clark e Isaac Asimov.
Una caratteristica che apprezzo molto delle opere di questo autore e l’incredibile accuratezza scientifica, che fa collocare i suoi scritti all’interno della hard science fiction.

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I due libri di Andy Weir nella mia libreria.

Artemis è una fiorente città sulla Luna dove, oltre a turisti e scienziati, c’è un cospicuo traffico di merci (importate o fabbricate sul posto) e residenti fissi di ogni tipo (dagli straricchi ai poveracci).
Non pensate ad essa come a una città utopica. La mafia ha messo radici anche in quel luogo e, se qualcuno intralcia i suoi piani, non si fa scrupoli a eliminarlo.
La Luna, classica ispiratrice di sentimenti d’amore, non viene in nessun caso descritta in modo romantico. “La Luna è una vecchia infida stronza. Non le importa del perché la tua tuta non abbia funzionato a dovere. Semplicemente ti uccide appena ne ha l’occasione”, dice l’addestratore capo della corporazione EVA[1] alla protagonista che ha appena commesso un’imprudenza.
La stessa Jazz, che vive lì dall’età di sei anni, e considera Artemis casa sua, ha una visione piuttosto disillusa del posto. Il paesaggio lunare per lei è un semplice deserto privo di attrattiva. L’unica cosa degna di essere contemplata è il sito del primo allunaggio, perché carico di Storia. Senza di quello la città non sarebbe mai nata.
Artemis è situata in punto preciso del mare Tranquillitatis e i fatti si svolgono entro una determinata area. Per aiutare i lettori a capire meglio la disposizione dei luoghi, all’inizio del libro sono presenti quattro cartine che, lo devo ammettere, mi sono ritrovata a guardare spesso durante la lettura.

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Le cartine di Artemis presenti nel libro.

Attraverso la voce della protagonista, Jazz, veniamo a conoscenza delle problematiche che possono colpire una persona che vive sulla Luna senza accortezze. Le espressioni dure, senza mezzi termini, sono accompagnate da quella particolare ironia tagliente tipica di Weir. ” […] La polvere lunare, se respirata, è estremamente nociva. È composta da minuscole particelle di roccia che non sono mai state erose dalle intemperie, perché sulla Luna non esistono mutamenti climatici. Ogni pagliuzza è pronta a lacerare i polmoni come se fosse filo spinato. Credetemi, è meglio fumarsi un pacchetto di sigarette all’amianto che respirare quella roba”.

Questo romanzo mi è piaciuto davvero molto. Ho letto che qualcuno si è lamentato per  la presenza di parolacce. Di solito non le tollero nemmeno io, ma qui mi sono sembrate utili a rendere credibile il personaggio. Insomma, immaginatevi una contrabbandiera ribelle che a un certo punto esclama: “oh acciderbolina!”

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Foto della Luna scattata da me posizionando l’obbiettivo del telefonino sopra l’oculare del mio National Geographic mod.Az, rifrattore 50/360mm.

La narrazione è veloce e abbastanza ricca di dialoghi, ma ci sono anche belle descrizioni dell’ambiente, come quella dell’unica zona verde presente. “Portare delle vere piante dalla Terra sarebbe stato esagerato, perciò nel parco c’era solo una scultura molto realistica di un albero di cannella con sotto due statue. Una rappresentava Chang’e, la dea cinese della Luna; l’altra Artemide, la dea greca da cui derivava il nome della nostra città. Le due donne ridevano, la mano di Chang’e era appoggiata sull’avambraccio di Artemide. Parevano essere state sorprese nel bel mezzo di una chiacchierata tra ragazze.”
Tutto viene raccontato in prima persona attraverso gli occhi della protagonista. Il lettore, quindi, impara a conoscerla e a simpatizzare per lei fin da subito. Non è una ragazza modello, anzi. È indisciplinata, finisce spesso per cacciarsi in situazioni pericolose e sembra essere senza pudore, né moralità. “Eri una bambina così buona. Adesso sei cattiva”, le dice una collega di suo padre. Questa è l’opinione che la maggior parte della gente ha nei suoi confronti.
Per quanto riguarda la trama, l’autore è abilissimo a creare circostanze inaspettate. Non c’è mai nulla di scontato. Potrebbe capitare di pensare “ok, la situazione è sotto controllo, è tutto risolto” ed ecco, poche righe dopo, sopraggiungere il colpo di scena. Azione e suspense sono ben presenti. È proprio il caso di dire che una pagina tira l’altra. Ho dovuto lottare contro me stessa per non finire la lettura troppo velocemente.

In definitiva, dopo aver concluso questo libro, il mio pensiero è stato: “ne potrebbe risultare un film fantastico, quasi al livello del Sopravvissuto.” Poi ho scoperto che la 20th Century Fox ha già acquistato i diritti cinematografici. A questo punto, non vedo l’ora di andare a vedere anche la trasposizione al cinema. E spero che questa informazione non vi freni dal leggere il libro.

Nota
1- EVA:  è un acronimo che sta per l’inglese Extra-Vehicular Activity (attività extra-veicolare), ovvero le passeggiate nello spazio o in un suolo extraterrestre.


Licenza Creative Commons Questo articolo © Monique Namie
è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.


13 pensieri riguardo “Artemis. La prima città sulla Luna – Andy Weir

  1. non ho molto tempo per leggere in quanto sono straimpegnato tutto il giorno, però ritengo questa lettura interessante. Io ho sempre amato la fantascienza, avevo cominciato a scrivere un libro proprio su questo genere, poi per mancanza di tempo l’ho abbandonato.
    Buone letture e buon wek end 😉

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  2. Ho letto The Martian e ho amato le battute di Mark. Questo vorrei recuperarlo entro la fine dell’anno, che detto a febbraio fa ridere ma conosco i miei tempi… Il film ho provato a vederlo in italiano, ma ho chiuso dopo due minuti: se nel libro potevo saltarmi gli obbrobri di traduzione tipo “missione abortita”, questo non mi è stato possibile nel film… spero che questo sia adattato meglio, cosa in cui non credo molto visto che è sempre edito da Compton -.-‘ A leggerlo in inglese ho paura che ci siano troppe cose che non capirei T.T

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    1. Ti dirò, non ho fatto molto caso agli errori di traduzione: non conoscendo il testo originale in inglese mi risultava un po’ difficile. Il “missione abortita”, in effetti, non è molto bello da sentirsi, però ho trovato dei riscontri online. In ogni caso mi hai messo curiosità. Ho il DVD di The Martian, me lo guarderò in lingua originale.
      Sai, sospetto che certe imprecisioni ci siano anche su Artemis. Ho letto una recensione in cui qualcuno diceva che “silicon” è stato tradotto con “silicone” invece che “silicio”. :O Però, ecco, non essendo un’esperta di chimica e non avendo il testo originale sotto mano, inizialmente non ci avevo fatto caso.

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      1. Io gli unici riscontri che ho trovato sono proprio quelli tradotti. Insomma, trovano “aborted mission” e traducono con “missione abortita” invece che con “missione annullata”, così come spesso “classified information” viene tradotto con “informazione classificata” invece che riservata. La Treccani lo indica solo come figurato, quindi dubito altamente che in missioni simili dicano “missioni abortita”, anche perchè i traduttori e i dizionari traducono con “missione annullata”. Visto che si tratta di una CE di cui ho ben poca stima (è una CE che non si è accorta di avere un refuso sulla copertina…), credo che l’errore risieda proprio nella poca cura nel proporre i propri lavori. Questo non inficia sul libro che mi ispira, ma sulla mia ben poca voglia di leggere un libro che so già avere precisazioni nell’adattamento italiano.

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  3. Ah ma allora esiste veramente Artemis (aka Cinzia)! grazie per avermelo indicato, correrò a cercarlo: The Martian (Der Marsianer 🙂 ) mi è piaciuto molto, e Matt Damon come sempre perfetto.

    La cosa del “silicon” quindi va avanti ancora dai tempi di War Games… 😦 (The Martian l’ho visto solo in inglese e in tedesco)

    Bella anche la foto della luna!

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    1. Oh finalmente qualcun altro che apprezza la fantascienza! Assolutamente d’accordo su Matt Damon. 🙂
      Sono in grado di sopportare gli errori di traduzione pur di leggere sf. Non si trova molto in libreria di questo genere… Peccato, però, che questi errori continuino a ripetersi a distanza d’anni… 😱

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      1. Oh, io sono grammar-nazi di natura: non lo faccio apposta ma li noto un po’ tutti, gli svarioni 🙂
        Però, sì, alla fine si legge ugualmente. La fantascienza mi piace un po’ tutta, anche se (come dicevo di là) le idee naturalmente tendono a ripetersi…

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  4. Sono un’appassionata di film di fantascienza e ho visto questo e altri centinaia di film ambientati sulla Luna o su altri pianeti o su stazioni in orbita. Anche serie su Netflix e Prime. Credo che forse in una vita passata io abbia vissuto in un tempo e in una dimensione futura perchè a partire da “2001 Odissea nello spazio” son stara rapita da questo genere di film. Ma mi piace di più vedere queste storie che leggerle ma ogni tanto ho letto qualche romanzo. Vedo che hai pure Clive Cussler, di cui ho letto varie opere. 😊

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