La mia prima avventura letteraria: Alberobello (Bari), Puglia 2010

 

Free Image Hosting at FunkyIMG.comIn questo articolo vi racconterò un po’ di me e del mio primo “successo” letterario. Al testo accompagnerò anche alcune delle foto scattate all’epoca con la mia Nikon a rullino.

Nel mese di luglio 2010, un aereo decollato dall’aeroporto Marco Polo di Venezia atterrò in quello di Bari. Era la prima volta che volavo. Mi avevano scelta  assieme ad altri diciannove ragazzi dai 14 ai 18 anni provenienti da tutta l’Italia  come finalista del concorso letterario Scrivoanchio.it organizzato dalla Tholos Editrice. Il libro in cui è stato pubblicato il mio racconto è “Scrivoanchio.it 2010 – Antologia di giovani scrittori in… rete”, di cui potete vedere la copertina nell’immagine di fianco.

Nel 2010 avevo 18 anni, ero immatura e ancora alla scoperta di me stessa. Per l’occasione revisionai un racconto fantasy per il quale non riuscivo a trovare un finale adatto. Il concorso mi diede la motivazione per sistemare e concludere quella storia. Originariamente il titolo era “Dangerous Fantasy”, poi pensai di tradurlo in italiano: “Fantasia pericolosa”. Non c’è due senza tre, così a racconto ultimato il titolo divenne Sogno indelebile.

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La vista dalla terrazza dell’alloggio ad Alberobello.

Pare che siano stati proprio i sogni i protagonisti principali di quell’avventura. Non solo i giovani scrittori finalisti hanno spesso parlato di sogni nelle loro opere, ma persino Mino Grassi, proprietario della Tholos Editrice, si è immaginato come “artefice e testimone di un sogno diventato realtà”. E per noi finalisti è stato sicuramente così.

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Al centro di Alberobello.

In quel periodo, comunicavo con la casa editrice attraverso una connessione internet rudimentale e una mail che funzionava male. Per un problema di invio, non riuscii a spedire la correzione del racconto e me ne accorsi solo a libro stampato. A parte questo piccolo inghippo, ho molti ricordi positivi di quell’esperienza, cominciando proprio dal viaggio in aereo. La sensazione che ho provato durante l’accelerazione e il decollo fu fantastica. Dal finestrino vedevo la laguna di Venezia che si faceva sempre più piccola. Mi sentivo un’astronauta in viaggio verso un nuovo pianeta.

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Parte anteriore della Masseria Iazzo Scagno.

Dal 19 al 23 luglio 2010 abbiamo avuto modo d’incontrare scrittori, poeti, cantanti e altri personaggi interessanti nella cornice indimenticabile di Alberobello e dintorni.
Ho memoria, per esempio, di aver assistito alla lettura di un passaggio de “Le mille e una notte” in una zona ombrosa del giardino della Masseria Iazzo Scagno.
Ci furono donati libri di prosa e poesia, dopo aver ascoltato le esperienze di vari autori. Poi andammo a Polignano a Mare di cui conservo un bel ricordo della scogliera di roccia bianca e la statua di Domenico Modugno, che i miei compagni di avventura si divertivano a imitare.

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Due scenari di Polignano a Mare. A sinistra, statua di Modugno. A destra, scalinata verso la scogliera.

Visitammo le Grotte di Castellana e una zona di spiaggia pugliese molto bella. In quel punto c’era la foce di un fiumiciattolo che s’immetteva nel mare. L’ho risalito per qualche decina di metri camminando dentro all’alveo. L’acqua era freddissima.
Poi, sotto una tenda montata sulla sabbia per l’occasione, tra le varie cose ascoltammo Rocco Cautillo cantare qualche canzone dei Negramaro e Onofrio Pagone parlarci della propria esperienza di giornalismo.

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Case sulla scogliera a Polignano a Mare.

All’epoca non ero brava a parlare. Non lo sono neanche oggi, infatti preferisco scrivere… ma allora, se possibile, ero ancora più inesperta. Durante la serata della premiazione, che si svolse all’aperto, su una terrazza nel centro di Alberobello, ci intervistarono brevemente uno a uno.
Un video sul maxi schermo aveva il compito di riassumere l’intensità dei giorni appena trascorsi. La musica che accompagnava le immagini era “Non si può essere seri a 17 anni” dei Têtes de Bois. Il testo è una rielaborazione musicata della poesia “Romanzo” di Rimbaud. [1]

Ricordo la platea che avevo davanti, il microfono in mano e la mia voce che usciva estranea dagli altoparlanti. Per la prima volta mi sono resa conto di avere un marcato accento veneto. Poco importava, perché la voce non sembrava appartenermi. Ero come sdoppiata e vivevo quel momento da spettatrice di me stessa (probabilmente fu una sensazione dovuta all’agitazione). Nonostante ciò, riuscii a rispondere a tutto senza bloccarmi. Ricordo una sola domanda: mi chiesero se fossi stata personalmente in Egitto, visto che il mio racconto era ambientato proprio lì.
Parlò di noi anche la TV locale e una mia citazione, presa dal forum di discussione, fu pubblicata in un giornale.
Fu un soggiorno indimenticabile e spero in futuro di poter rivisitare quel luoghi che occupano un posto importante nella mia memoria.

1- Per saperne di più sul testo di “Non si può essere seri a 17 anni” dei Têtes de Bois: La poesia di Ferré e della cricca francese.


Licenza Creative Commons Questo articolo © Monique Namie
è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.


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21 pensieri riguardo “La mia prima avventura letteraria: Alberobello (Bari), Puglia 2010

  1. Un’esperienza bellissima! Un luogo che merita di essere visto 😊 e poi non solo per andarci in “vacanza”, ma per ritirare un premio! Sarai stata colta da mille emozioni 😀 anche per la giovane età!

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    1. Sicuramente è stata un’esperienza indimenticabile, un soggiorno breve ma intenso! 😊 Non sono riuscita a viverla come vacanza: troppe emozioni e giornate piene! Alle 3 di notte scrivevo il diario del giorno trascorso. Non avevo il pc portatile, quindi dovevo aspettare che la mia compagna di stanza finisse di scrivere per poi iniziare… e inevitabilmente arrivava tarda notte. 😀

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    1. Ecco, magari se passavo per Polignano alla mattina prestissimo ti potevo vedere mentre distribuivi i volantini per le case! Ahaha! 😀 Nell’articolo mi sono dimenticata di scrivere che nel 2010 ad Alberobello c’era il tuo amico Checco Zalone che girava “Che bella giornata”! 😛

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