“Gli strani suicidi di Bartlesville” di Fredric Brown

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Titolo italiano: Gli strani suicidi di Bartlesville
Titolo originale: The Mind Thing
Autore: Fredric Brown
Prima pubblicazione: 1961

Un remake de Il mastino dei Baskerville? No, Sherlock non c’entra, anche se l’assonanza tra Bartlesville e Baskerville può indurre al pensiero.
Si tratta, invece, di un romanzo di fantascienza della collana Urania.

Immaginate di trovarvi nella seguente situazione: è tarda notte, non dormite da ormai 24 ore, siete stanchissimi e vi viene voglia di chiudere gli occhi solo per un po’. Cedere al sonno, però, potrebbe significare la vostra fine!
Se la mente è nascosta nei dintorni, nel momento in cui vi addormentate potrebbe cogliere l’occasione di prendere possesso del vostro corpo. Allora non avrete più la facoltà di pensare e agire liberamente, e l’unico modo per sfuggire a ciò sarà la morte: la sua o la vostra.

Per essere un romanzo di fantascienza ne converrete che è piuttosto inquietante: un mix tra science-fiction, mystery e horror.

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Science-fiction: la mente è una creatura aliena mandata in esilio sulla Terra. Vive racchiusa in un guscio simile a quello di una tartaruga senza testa né arti. Ha un senso molto sviluppato che le permette di percepire ciò che ha attorno, fino a una distanza di 40 metri in tutte le direzioni (anche nel sottosuolo). In mondi a bassa gravità può spostarsi levitando, ma sulla Terra no. Da sola non può fare nulla, perciò ha bisogno di controllare la mente di altri esseri viventi che l’aiutino a nutrirsi e a spostarsi.

Mystery: i decessi provocati dalla mente suscitano curiosità e interrogativi da parte delle autorità locali. A interessarsi alla vicenda è anche lo scienziato Ralph S. Staunton che si improvvisa investigatore. Se per lo sceriffo si tratta di normali suicidi, per Staunton attorno alle morti ruotano strane coincidenze troppo sospette. Aiutato dal suo spirito di osservazione e dalle sue conoscenze scientifiche, Staunton si inoltra nel mistero fino a mettere a repentaglio la propria vita. In tutto questo si avverte una costante e minacciosa presenza invisibile capace di minare la serenità mentale.

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Horror: l’idea che un’entità intangibile possa accomodarsi nel cervello di qualcuno per controllarne le azioni fa pensare al tema delle possessioni demoniache. Al contrario delle possessioni, qui gli esorcismi non servono a nulla.
Gli ospiti-schiavi scelti dalla mente sono sia umani che animali. Una volta ottenuto il loro controllo, gli sfortunati non hanno più volontà propria e sono inevitabilmente destinati a vita breve. La mente li controlla per il tempo necessario a realizzare il proprio intento, quando smettono di esserle utili se ne libera per tornare in se stessa e scegliere qualcuno di più adatto. Non agisce mai per cattiveria né prova pietà, le sue azioni sono svolte in modo freddo e pragmatico con l’esclusiva intenzione di raggiungere lo scopo finale.
Un essere capace di scrutare attraverso i muri, di entrare nel cervello degli esseri viventi durante il sonno e di condurli al suicidio è qualcosa di agghiacciante.

Conclusione personale:

Ho divorato questo libro in pochi giorni, evitando di leggerlo prima di andare a dormire (potete immaginare perché).
Ammetto di non essere una fan dell’horror, ma il sapore fantascientifico e le investigazioni condotte dal signor Staunton mi hanno coinvolta e intrattenuta.
La silenziosa lotta intellettuale tra la mente extraterrestre e quella dello scienziato segue un climax che, pagina dopo pagina, accresce l’atmosfera di suspense.


Licenza Creative Commons Questo articolo © Monique Namie
è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.


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