“Prove di maturità”

Free Image Hosting at FunkyIMG.comTitolo italiano: Prove di maturità
Titolo originale: Future kin
Prima pubblicazione: 1974
Antologia di autori vari edita da: Roger Elwood

“Il vento faceva frusciare le lunghe foglie pendule di un albero-cascata, sul limitare del bosco. Le foglie mostravano a tratti la pagina inferiore bianca e, frusciando, producevano il rumore caratteristico di una cascata d’acqua.”
Ho voluto iniziare con la mia descrizione preferita, quella di un albero particolare che fa parte della flora di un pianeta “alieno”.

Questa antologia contiene sei racconti, più altri due bonus. Come suggerisce il titolo, i protagonisti delle prime sei storie brevi sono giovani in età adolescenziale che devono affrontare delle prove più o meno impegnative. Vi faccio qualche esempio: in un gruppo di cadetti è stato nascosto un robot in tutto e per tutto identico a un essere umano. I ragazzi devono capire chi è ed eliminarlo. Oppure, abbiamo due fratelli che vanno a caccia nei pressi della foresta di un nuovo pianeta. I predatori sono in agguato, ogni punto cieco nasconde un pericolo e loro devono cavarsela esclusivamente con le proprie forze.
Ciascun racconto tiene viva l’attenzione e l’interesse. Il destino dei protagonisti spesso sembra essere appeso a un filo. Un errore di valutazione, un imprevisto inaspettato, una svolta sbagliata del destino possono segnare il confine tra la vita e la morte.
Non mancano racconti che presentano riferimenti molto attuali, come in Conflitto di generazioni, dove i giovani vedono la propria vita messa in secondo piano dalla fetta di popolazione adulta. Si parla di tagli ai fondi per la ricerca, giovani senza lavoro e una classe dirigente che cerca di tenere alti i propri standard di vita a discapito degli altri. Non vi sembra qualcosa di già sentito? Eppure si tratta di un racconto pubblicato in Italia nel ’75.
Le situazioni descritte sono abbastanza estreme (in due racconti sono presenti tinte un po’ grottesche/orrorifiche) e i ragazzi che le vivono appaiono molto maturi, anche più dei loro stessi genitori. Quando viene toccato il tema della morte, sono i ragazzi a rassicurare gli adulti che, invece, si lasciano prendere dallo sconforto. L’apparente maturità di questi giovani sembra avere due principali origini: primo, la gioventù si sente immortale, e secondo, questi giovani hanno sviluppato una logica fredda e scientifica che fa loro vedere oltre ciò che vedono gli anziani.

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Tutti i racconti presenti in questo libro fanno riflettere in modo più o meno profondo. Nel primo, intitolato I cadetti, viene naturale simpatizzare per il robot che deve essere scoperto e distrutto. Il robot stesso è convinto di essere umano, ha delle normali emozioni, potrebbe avere anche una famiglia con dei figli. Allora ci si chiede quanto giusto sia eliminare un essere che non fa del male a nessuno e che in un certo qual modo è vivo.
Nell’ultimo racconto, intitolato Il ragazzo e il computer, si sviluppa un dialogo tra essere umano e macchina capace quasi di commuovere. Se vi fosse data la possibilità di porre una domanda a un super-computer, che cosa chiedereste? Forse qual è il significato della vita? Da dove siamo venuti? Dove andremo a finire? Il protagonista di questo racconto pone la sua domanda sperando che sia quella giusta, quella capace di risolvere i problemi della società. Ciò che sorprende è la maturità con la quale l’adolescente interagisce.
Le macchine (computer e robot) qui sono molto umani, sempre dotati d’emozioni e non privi di difetti. I robot simili agli uomini sono una specie che mi affascina da quando li ho scoperti nei racconti di Isaac Asimov, mentre leggevo mi è sembrato infatti di notare qualche influenza di questo autore.


Licenza Creative Commons Questo articolo © Monique Namie
è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.


 

7 pensieri riguardo ““Prove di maturità”

  1. La fantascienza è uno dei generi che più permette di analizzare questioni sociali e morali. O, per meglio dire, che più ce le fanno sentire vicine, perché sono calate in un contesto di fantasia ma credibile. Mi piacerebbe approfondire la mia conoscenza con qualche titolo. Magari in futuro ti chiederò dei suggerimenti più specifici.

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    1. Sono d’accordo. È anche per questo che la fantascienza è il mio genere preferito. La trovo molto più credibile/realistica del fantasy e per questo capace di toccare questioni morali facendocele davvero sentire più vicine. Non mi ritengo un’esperta, ma ti potrò suggerire qualcosa tra i titoli che ho letto e che conosco meglio.

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      1. Ti comunico (dando un certo peso alla cosa, del tutto immotivato) che ho trovato questo libro a un mercatino e, dato che vendevano un sacco di Urania a 1/2€, l’ho preso insieme ad altri due. Quando, con tempistiche moooolto lunghe, li avrò letti, ci scriverò sopra qualcosa e se me lo consentirai ti taggherò. (C’era pure il sequel del libro di Octavia Butler di cui hai parlato, ma non l’ho preso).

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        1. I mercatini sono una miniera di Urania a basso costo. Io mi sono ripromessa di non comprarne altri, finché non avrò fatto fuori quella ventina di titoli ammucchiati in camera 😀
          Comunque mi fa piacere che hai trovato quel libro e spero sia nelle tue corde. Se vorrai taggarmi nel futuro articolo, ne sarò onorata. Il sequel della Butler forse non vale molto la pena, se non hai letto la prima parte. Dopo il secondo ci sarebbe anche il terzo libro (quello conclusivo), ma pare non sia mai stato tradotto in Italiano.

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  2. il bello di leggere libri anche non recenti è che non perdono la bellezza nel corso degli anni. Molti testi sembrano scritti oggi, poi vai a vedere la copertina e ti accorgi che appartengono al lontano passato.
    Buone letture, un caro abbraccio 😉

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