Qualcuno voleva cancellare la storia del Vajont

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Una mia illustrazione dei binari divelti dalla potenza dell’acqua tracimata dalla diga del Vajont. (Su ispirazione di una foto di Gianfranco Moroldo)

Una notizia che mi ha notevolmente scosso e indispettito è stata quella del progetto di far passare una strada sopra i resti della vecchia Longarone. Strada che era stata progettata in previsione dei Campionati mondiali di sci a Cortina nel 2021.
Sono particolarmente legata ai fatti del Vajont. Visitai il museo di Longarone “Pietre Vive” e la chiesa monumentale quando ero molto piccola e questo deve avermi lasciato un imprinting. Ricordo le campane della vecchia chiesa strappate via dalla furia dell’acqua. All’epoca non riuscivo a capire la portata della tragedia, ma quelle grandi campane mi suggerivano che fosse accaduto qualcosa di eccezionale.
A Longarone ci sono tornata anni dopo, e di questa nuova visita ricordo benissimo la diga. Sono scesa nel bacino ormai coperto dai 270 milioni di metri cubi di montagna franata. Ho camminato sopra la frana del monte Toc e ho raggiunto l’imponente parete convessa di cemento. Così ho toccato con mano la diga della tragedia del Vajont. Bisogna dire che, dal canto suo, lei ha svolto bene il suo lavoro: non è crollata quando la montagna le ha premuto contro con forza. L’acqua, tuttavia, è tracimata e, seguendo le leggi della fisica, ha strappato via la strada sommitale e il centro di controllo, trascinando con sé costoni rocciosi, alberi, fango per abbattersi poi su Longarone e sulle frazioni più esposte. Questo accadeva il 9 ottobre 1963 alle ore 22:39. Quella sera c’era la finale della Coppa dei Campioni e molti si erano riuniti nel bar del paese per vedere la partita. Una serata spensierata dalla quale nessuno avrebbe più fatto ritorno.

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Una mia illustrazione del campanile della frazione di Pirago rimasto in piedi dopo l’ondata. (Su ispirazione di una foto di Gianfranco Moroldo)

Ora, di ricordi tangibili di questo evento ne restano pochi, e la frazione di Faè ospita gli unici ruderi  rimasti a testimoniare il disastro del Vajont: sono le antiche pietre storiche del sagrato di una chiesetta. E proprio qui qualcuno aveva pensato di metterci sopra dell’asfalto e cancellare tutto. Perché le rovine non hanno utilità, invece una strada nuova mette in circolo denaro.
Ma alla memoria delle vittime ci hanno pensato? Forse sì, eppure troppo spesso gli interessi economici prevalgono sul resto. Fortunatamente non tutti hanno perso il senno e le proteste dell’avvocato Giovanni Battista Protti (proprietario del terreno dove sorgono i ruderi) sembrano aver dato il loro frutto. La strada sarà allargata prima e dopo, ma non sopra i resti della chiesetta.
Non riesco comunque a capacitarmi del fatto che qualche persona abbia seriamente preso in considerazione l’ipotesi di spazzare via parte della Storia, calpestando anche il ricordo delle numerose vittime. Serve maggiore consapevolezza e sensibilità: il progresso economico non deve in nessun caso ignorare l’importanza e il valore dei siti storici.

Approfondimento storico: dentroilvajont.focus.it

Per approfondire la notizia:
Vince la memoria del Vajont: la strada non passerà sui ruderi di Longarone
Vajont. Anas cambia i piani: salva la chiesetta di Faè
• (Video) Barricate contro Anas: «I luoghi del Vajont sono sacri»


Licenza Creative Commons Questo articolo © Monique Namie
è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.


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10 pensieri riguardo “Qualcuno voleva cancellare la storia del Vajont

  1. Serve maggiore consapevolezza e sensibilità: sì servirebbe e non solo in questo caso. La tendenza a cancellare la storia è tristemente nota. Grazie per questo post. P.S. Complimenti per le illustrazioni.

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    1. A me queste cose fanno arrabbiare. Se vogliamo proprio ragionare dal punto di vista delle entrate economiche, che tanto stanno a cuore a certi personaggi, allora anche i ruderi hanno una grande importanza. Oltre a un valore storico, infatti, i luoghi dove si trovano “vecchie e inutili pietre” portano turismo e quindi ricchezza.
      Grazie per aver apprezzato le mie illustrazioni 🙂

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  2. spesso imprenditori senza scrupoli pur di ottenere appalti onerosi passano, è il caso di dirlo, sopra a tutto. E’ successo in molte occasioni analoghe. Bella questa tua umana riflessione, e il modo sentito ed emotivo col quale l’hai narrata 😉
    Hai un talento nella scrittura, ma questo già lo sai… 😉

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  3. Certa gente deve tenere a mente che i siti storici non sono solo vecchi sassi ingombranti, ma aree che rivestono una grande importanza a livello turistico. Se non è così, asfaltiamo anche Pompei e facciamoci sopra una città nuova. Sarebbe una cosa da pazzi.
    Grazie per i complimenti. Devo migliorare la mia autostima, per cui mi fa sempre piacere quando qualcuno mi ricorda che scrivo bene 🙂

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