“Naufragio su Tschai” di Jack Vance

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Titolo italiano: Naufragio su Tschai
Titolo originale: City of the Chasch
Prima pubblicazione: 1968
Autore: Jack Vance

Naufragio su Tschai è il primo libro del Ciclo di Tschai che comprende in totale quattro volumi.
Un’introduzione di Giuseppe Lippi prepara il lettore a ciò che potrebbe trovare tra le pagine. Spiega che l’autore, Jack Vance, non è “specializzato” nella creazione di racconti fantascientifici, ma anzi ha scritto un po’ di tutto, dai gialli al fantasy. E anche all’interno della science fiction ha saputo diversificare notevolmente le proprie creazioni.
Lo stile di Vance per alcuni tende al barocco, ma io ritengo descriva luoghi, persone ed eventi in modo né troppo laconico, né sovraccarico. Tutt’al più ogni tanto si trovano parole insolite e piuttosto ricercate.
Dal racconto si intuisce una visione estremamente scientifica dell’autore trasposta nella visione del protagonista, Reith. Quando l’astronave con cui è arrivato viene disintegrata e lui si salva per miracolo, pensa all’equipaggio come “a fluttuanti atomi di carbonio”. Nessuna romantica speranza. Demolisce anche le religioni dei popoli locali i quali credono, per esempio, che le due lune attorno a Tschai siano un po’ come l’inferno e il paradiso. Sempre stando a quanto specificato nell’introduzione, pare che esistano altri libri di Vance in cui la satira religiosa sia molto, molto più esplicita.

Se dovessi descrivere questo racconto in breve direi che è un’avventura fantascientifica alla Indiana Jones, con la differenza che Reith non fa l’archeologo.
Il protagonista scampa diverse volte alla morte. Oltre alle innumerevoli abilità acquisite durante l’addestramento per diventare esploratore di mondi alieni, gli si deve riconoscere anche una buona dose di fortuna. Non è invincibile, non è perfetto, infatti va a cacciarsi in situazioni pericolose talvolta non necessarie, ma in qualche sorprendente modo riesce sempre a cavarsela. Dopo un po’ risulta evidente che Reith uscirà incolume da qualsiasi peripezia. Ciò non toglie nulla alla bellezza del racconto. Ho continuato la lettura in modo più rilassato, ma l’interesse per la trama è rimasto costante. Ad ogni ostacolo viene da chiedersi: chissà ora che cosa si inventerà per uscirne vivo!

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Le condizioni climatiche del pianeta Tschai sono molto simili a quelle terrestri. Ciò che cambia radicalmente sono la flora, la fauna e i modi di vivere degli abitanti. Vale la pena soffermarsi a parlare della straordinaria abilità dell’autore di creare dal nulla un mondo alieno con esseri molto differenti tra loro, civiltà stravaganti, culture e società completamente diverse da quelle che conosciamo. Vance è particolarmente interessato a far conoscere nuovi codici e istituzioni dei popoli di Tschai. Ciò che accomuna gran parte della gente del posto è l’assenza di una legge che tuteli la vita. Se uno vuole appropriarsi di qualcosa che appartiene ad altri, o semplicemente se c’è un diverbio d’opinioni, la cosa si risolve con un violento scontro all’ultimo sangue. Reith cercherà, quando possibile, di instillare negli abitanti di quelle terre un modo di vivere più civile e “umano”.
A proposito di umanità, su Tschai le popolazioni non sono tutte autoctone, esistono  anche esseri identici agli uomini. Considerando vari indizi, Reith arriva alla conclusione che questi siano stati presi dalla Terra e trasportati su Tschai come schiavi. Farli ragionare sulla loro vera origine sarà un altro compito dell’esploratore terrestre.
La storia ad un certo punto diventa un’avventura on the road su territori extraterrestri, dove ogni pagina nasconde un imprevisto. A questo punto l’obbiettivo principale di Reith è ritrovare la navetta con cui è precipitato. Mentre il nostro protagonista si sposta attraverso le insidiose terre aliene, incontra nuovi compagni di viaggio, che sono facili da prendere in simpatia, perché caratterizzati da personalità vivaci e a tratti divertenti.
La trama, ricca d’avventura, è insaporita di particolari culturali, usanze e credenze tipiche di questo nuovo mondo.
Il finale lascia le vicende parzialmente in sospeso. Reith risolve un problema, ma subito gliene si pone davanti un altro. Per sapere cosa accadrà bisogna leggere il seguito: Le insidie di Tschai.


Licenza Creative Commons Questo articolo © Monique Namie
è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.


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