L’incubo di Hella [racconto]

Storia scritta per il Club di Aven
Tema: “L’unico modo per uscire è attraverso


Free Image Hosting at FunkyIMG.com

Lo sguardo terrorizzato perso nel buio, le mani che tremano, la voce intrappolata in gola. Hella si è svegliata per l’ennesima volta dopo un incubo; è saltata giù dal letto e non riconosce più la stanza. Non trova l’interruttore. Il muro è viscido, impregnato di una sostanza viscosa, il pavimento sembra diventato di gomma. Cerca la porta tentoni, ma nel punto in cui ricorda di essere entrata ora c’è solo muro.
Basta che non arrivi il fantasma. Finché lui non c’è, la paura è sopportabile; è dal momento in cui si palesa che le sembra d’impazzire. Nel buio non si vede, ma si può sentire lo strusciare del lungo abito sul pavimento e il sussurro roco della sua voce sdoppiata, una voce che è sia di donna sia di uomo.
Lo psicanalista le ha detto che non è reale e le ha suggerito che per combatterlo deve affrontarlo apertamente, da vicino.
Per un attimo trattiene il respiro e la stanza, nel silenzio assoluto, sembra ancora più oscura. Poi eccolo. Il fruscio. Hella si rannicchia a terra e preme i palmi sulle orecchie per non sentire. Il fantasma parla: “L’unico modo per uscire è attraverso”. Tapparsi le orecchie non serve. “L’unico modo per uscire è attraverso”. Attraverso cosa? La voce roca, sabbiosa e sdoppiata del fantasma rimbomba nella testa di Hella e la frase, in apparenza senza senso, si ripete come un’eco dal tono sempre più alto e grave fino a diventare un grido insopportabile.
Lo psicanalista le ha suggerito anche di osservare la sua paura dall’esterno, come se fosse la paura di qualcun altro. Hella ci prova, ma è più facile a dirsi. Lo strusciare dell’abito di quell’essere è sempre più vicino. Lo sente a pochi passi da sé. Deve agire o impazzirà. Stare chiusa a riccio sul pavimento è un atteggiamento infantile. In un attimo si rivede da bambina, in lacrime, nascosta sotto il letto mentre i suoi litigano. Le urla del fantasma si trasformano in quelle dei genitori e sente la rabbia salire. Vorrebbe dir loro che sono stupidi, che devono smetterla, che se proprio si odiano tanto dovrebbero lasciarsi… ma resta sotto il letto a piangere. Improvvisamente la paura sparisce sostituita da un moto di rabbia violenta. Rabbia verso i suoi che non le hanno insegnato i valori di una famiglia felice, rabbia verso se stessa per non aver saputo far altro che nascondersi. Nell’oscurità della stanza, Hella si alza in piedi e muove i suoi passi verso il fantasma, le braccia in avanti a tastare il buio. Quando lo raggiunge, lo spinge con tutta la sua forza, gli si getta contro di peso e lo schiaccia contro il muro. La parete s’incurva e poi cede, si squarcia, entra la luce. E mentre Hella cade attraverso quell’apertura, il fantasma si dissolve a contatto con il calore del giorno.
Finalmente Hella si sveglia, questa volta per davvero, e si sente sollevata. Anche se dovesse ripetere quell’incubo, ora sa come uscirne.

“L’incubo di Hella”.
Tutti i diritti sono riservati © Monique Namie



2 pensieri riguardo “L’incubo di Hella [racconto]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...