Una mia poesia citata in una tesi di laurea sulla bomba atomica

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Il Genbaku Dome a Hiroshima

Sara Manenti, laureata a Ca’ Foscari in Lingue e civiltà dell’Asia e dell’Africa Mediterranea indirizzo giapponese, ha citato alcuni versi della mia poesia Nuhinake nella sua tesi di laurea magistrale intitolata La bomba atomica nell’arte. Una scoperta, questa, che mi ha reso molto felice. Sono certe piccole cose che mi fanno capire che ciò che scrivo piace e ha rilevanza anche per gli altri. A maggior ragione se si considera il fatto che non conoscevo assolutamente questa ragazza; abbiamo frequentato indirizzi differenti nella stessa università e in anni diversi, dunque il suo interesse verso la mia poesia è stato dettato esclusivamente dalla sua personale sensibilità. Per questo la ringrazio.

Nella mia poesia parlo del Genbaku Dome, che è ciò che oggi rimane di un edificio di Hiroshima situato a soli 150 metri dall’ipocentro dell’esplosione. È conosciuto anche come Memoriale della pace di Hiroshima, e fa parte dei beni protetti dall’UNESCO.
Sara mi cita proprio all’inizio del paragrafo in cui parla di questo edificio simbolo della tragedia.

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Nel tempo Nuhinake ha attraversato un processo di revisione e miglioramento a partire dal titolo, che ora è Nuhinake desu (tradotto: Io sono Nuhinake). Farà parte delle poesie che includerò nel mio futuro progetto letterario. La versione citata è del 2015.

Poiché la tesi tratta un argomento che mi è molto caro, ho deciso di leggerla interamente per poterne parlare nel mio blog con una certa cognizione di causa.

•♣•
“L’arte è un mezzo per trasmettere non solo la realtà circostante, ma anche e soprattutto le emozioni più profonde di un artista.”
– da La bomba atomica nell’arte di Sara Manenti –

La parte introduttiva della tesi offre una veloce panoramica storica delle città designate come target per lo sgancio della bomba, in particolare Hiroshima e Nagasaki. Segue una breve storia dell’atomica e di ciò che i sopravvissuti, chiamati hibakusha, dovettero affrontare dopo l’esplosione. Furono proprio gli hibakusha a lasciare in eredità al mondo le proprie testimonianze trasposte poi in ogni forma d’arte, soprattutto per quanto riguarda la letteratura.
Sara cita il video in time-lapse “1945-1998” dell’artista giapponese Hashimoto Isao. Quest’opera, nella sua semplicità schematica, mi ha colpito moltissimo. Le esplosioni nucleari (qui mostrate come puntini accompagnati da un bip) sembrano un insensato dialogo implicito tra nazioni che vogliono mostrare all’avversario la propria potenza distruttiva.

La parte centrale della tesi tratta separatamente e più nel particolare i vari tipi d’arte in cui compaiono riferimenti alla bomba atomica: disegno, scultura, cinema, fotografia, architettura, letteratura.
Molto emozionante la dettagliata presa in esame dell’opera The Hiroshima Panels ideata dai coniugi Maruki: si tratta di quindici pannelli in cui sono rappresentate scene dei bombardamenti accompagnate da un testo in poesia. Sara analizza un pannello per volta e riporta il rispettivo testo in lingua originale e la sua traduzione in italiano.

Quando si parla di disegno, in questo contesto, non si può non citare il manga Hadashi no Gen (Gen a piedi scalzi) di Nakazawa Keiji, che racconta la propria esperienza personale vissuta da bambino. Ho scoperto, grazie alla tesi, che in Giappone questo manga è entrato a far parte dei testi scolastici obbligatori.
Io ho visto l’anime del 1983 dal titolo tradotto in inglese Barefoot Gen che è stato tratto dal manga di cui parlavo sopra. Scene di puro orrore mostrano in modo crudo e violento la realtà durante e dopo lo scoppio dell’atomica.

Le sculture ispirate al bombardamento atomico sono collocate principalmente nei due Parchi della Pace di Hiroshima e Nagasaki. Mi ha colpito moltissimo l’Orologio della Pace, che suona nel parco di Hiroshima ogni giorno alle 8:15, orario esatto in cui “l’umanità ricevette il battesimo della bomba atomica per la prima volta nella storia”.

Rientrano nell’arte anche le fotografie. Quelle scattate dai coraggiosi reporter che si sono avventurati all’interno del raggio di distruzione della bomba nei giorni successivi allo scoppio. E quelle di fotografi professionisti che hanno deciso solo anni dopo di intraprendere un progetto per la memoria.
La fotografia per me è il modo più semplice per viaggiare nel tempo, osservando specifici momenti del passato impressi per sempre nel presente della pellicola. Gli scatti che riguardano l’olocausto nucleare a Hiroshima e Nagasaki non lasciano indifferenti, anzi, spesso colpiscono il fruitore e con scene di cruda efferatezza.

Riguardo l’architettura, Sara cita i due musei nelle rispettive città di Hiroshima e Nagasaki, svelando interessanti dettagli che forse i più non conoscono. È incluso in questo capitolo anche il Genbaku Dome, sebbene non sia stato costruito in memoria del bombardamento, ma sia un diretto frutto di esso.

La parte finale si concentra sul ruolo e l’importanza dell’arte, mettendo anche in discussione la realtà che essa rappresenta.

Qualunque sia il genere d’arte con cui si è voluta trasmettere la vicenda, deve essere chiaro che l’obbiettivo primario è quello di preservare la memoria delle vittime, perché una tale crudeltà possa non ripetersi più.

Concludo ringraziando nuovamente Sara Manenti, non solo per essersi interessata alla mia poesia, ma anche per l’aver scelto di trattare nella sua tesi un argomento di grande importanza sociale e storica come l’atomica. La tematica è di grande attualità, poiché molti paesi utilizzano ancora l’energia nucleare, perciò continuare a parlarne può essere considerato un utile monito per il futuro dell’umanità.


©Monique Namie
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15 pensieri riguardo “Una mia poesia citata in una tesi di laurea sulla bomba atomica

  1. è un argomento davvero importante che non va mai sottovalutato, i rischi sono sempre presenti e di pazzi in giro ce ne sono fin troppi.
    Complimenti per questo tuo lavoro letterario che ha avuto una grande importanza e un bellissimo riconoscimento, applausi per te.
    Molti anni fa, quando scrivevo solo poesie, ero stato citato anch’io in una tesi, si parlava della poesia contemporanea ed io ero stato preso d’esempio, fu per me un grandissimo onore!
    Buon wek end, trascorrilo al meglio… 😉

    Piace a 1 persona

    1. Grazie, Max! Allora complimenti anche a te. È sempre un’enorme piacere vedere che una propria opera suscita interesse positivo.
      L’argomento energia nucleare/atomica è ancora sicuramente molto attuale e vale sempre la pena parlarne per sensibilizzare.
      Buon week end anche a te! 🙂

      Piace a 1 persona

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