“1917”, quanto è fedele alla realtà storica [spoiler e dettagli]

[NB] allarme spoiler: questo articolo svela curiosità, dettagli e finale del film.

Quando ormai tutti hanno parlato di “1917”, arrivo io con il mio solito ritardo.
Ho deciso di scrivere questo articolo solo dopo aver visto alcune interviste agli attori e il video 10 Things You Missed In 1917.

Come ormai quasi tutti saprete, “1917” è girato come se fosse un’unica lunga scena (un unico piano sequenza), senza mai stacchi della telecamera. In realtà il piano sequenza è fake, nel senso che la scena più lunga girata dura otto minuti. Vi immaginate dover girare due ore di film in modo continuato senza mai commettere errori? Ne sarebbero usciti tutti mezzi matti.
Hanno incollato così bene tutte le clip che serve un occhio attento e allenato per individuare i tagli. Principalmente i cut trovano facile mascheramento in questi momenti:
• quando qualcosa o qualcuno, passando davanti alla telecamera, taglia in due la scena;
• quando l’ambiente è molto in ombra;
• quando la telecamera si sposta bruscamente per inquadrare altro.
Ecco un video sorprendente di chi si è divertito a cercare tutti i tagli nascosti.

L’unico stacco netto, reso volontariamente palese, si verifica nell’attimo in cui il caporale William Schofield perde i sensi dopo lo scontro con un cecchino tedesco. Si ha l’impressione che la telecamera sia direttamente collegata alla coscienza del protagonista.

Ma perché questo film mi è piaciuto così tanto? Certo, l’ambientazione nel periodo della Prima guerra mondiale ha contribuito: si tratta di un’epoca storica che per diversi motivi trovo molto intrigante.
Un secondo motivo per cui amo “1917” è che me lo immagino come una lunga danza. Per dare vita a questo film gli attori hanno dovuto imparare una specie di coreografia nello spazio in relazione agli spostamenti della telecamera. Mi viene voglia di imparare i passi dei protagonisti per seguirli totalmente nella loro avventura.

Parallelismi
Il film inizia con il caporale William Schofield che riposa con la testa appoggiata a un albero e termina con la medesima scena.
L’amico Tom Blake viene svegliato mentre sta riposando steso a terra e finisce la sua avventura nella stessa posizione.

Attenzione per i dettagli
Quando Schofield deve affrontare il cecchino estrae il bossolo e ricarica il fucile perché non l’aveva fatto dopo aver sparato al pilota tedesco.
Il protagonista spara in tutto 9 dei suoi 10 colpi. Il decimo colpo non verrà mai usato.
Questi dettagli, a mio parere, rendono il tutto più reale e ben congegnato.

1917 soldato firma3

Fedeltà storica
In alcune scene si possono notare dei cartelli dentro le trincee con funzione simile a quella dei segnali stradali. Poiché il sistema di fossati era composto da centinaia di trincee, c’era bisogno di una segnaletica per facilitare l’orientamento.
La ritirata strategica dei tedeschi è qualcosa che è realmente avvenuto nella primavera del 1917 in un’operazione chiamata “Albreacht”. Dietro di sé lasciarono delle trappole nelle trincee vuote, certi che quando gli inglesi li avrebbero rincorsi si sarebbero trovati ad affrontare delle brutte sorprese. Seminarono nel territorio anche alcuni cecchini. Tutto ciò accade anche nel film.
La distruzione dei ponti e lo sbarramento delle principali vie di comunicazione è un altro fatto storico accertato. Anche in Italia ci sono testimonianze di ponti distrutti e ferrovie bombardate per creare disagi negli spostamenti e nei rifornimenti delle truppe.
La presenza di soldati di colore e indiani nelle truppe britanniche. Questo è un dettaglio che di solito non viene mai menzionato. Eppure nell’esercito britannico c’erano davvero soldati di colore e indiani. 1,3 milioni di soldati indiani prestarono servizio durante la Prima guerra mondiale. Il motivo per cui un così grande numero di indiani si arruolò volontario dipese dal fatto che il governo britannico aveva promesso che ciò avrebbe contribuito all’indipendenza dell’India. Combatterono nelle trincee della Prima guerra mondiale anche più di 120 mila soldati africani provenienti da Gambia, Gold Coast, Nigeria, Sierra Leone e Caraibi.
Il bosco in cui si trova il secondo battaglione Devon, destinazione dei due messaggeri, si trova dall’altra parte di un paese francese chiamato Ecoust-Saint-Mein. Il paese in questione esiste veramente e presenta alcuni dettagli che compaiono anche nel film. Anche Croisilles esiste, sebbene sia solo menzionato, e vicino a esso si trova un fiume proprio come quello in cui Schoefield si getta per fuggire ai nemici. La geografia cinematografica rispetta quella reale.

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Messaggeri e telegrafo
Prima di informarmi avevo letto un commento che diceva: “Durante la Prima guerra mondiale non importava a nessuno di salvare 1600 uomini”. Non è detto, in realtà il film si basa sulle storie che sono state raccontate al regista e sceneggiatore Sam Mendes da suo nonno. Esistevano veramente degli uomini incaricati di portare messaggi da una zona all’altra. Se c’era la possibilità di salvare 1600 soldati mandandone due ad avvertirli, conveniva provare. Era inclusa la possibilità che i messaggeri non arrivassero mai a destinazione, ma il tentativo era stato compiuto.
E perché non usare il telegrafo? Nel film il nemico ha tagliato i cavi mettendo fuori uso il sistema di comunicazione. Si poteva comunque scegliere di mandare degli uomini anche se il telegrafo fosse stato funzionante, ciò per evitare di dare in pasto alle intercettazioni nemiche informazioni strategiche.

6 aprile 1917, non una data qualsiasi
Infine una curiosità: il film si svolge quasi interamente il 6 aprile 1917. Questa data ha un’importanza storica. Anche se per i soldati in trincea era probabilmente un giorno come un altro, il 6 aprile 1917 vede gli Stati Uniti entrare ufficialmente nel conflitto dichiarando guerra alla Germania.
Woodrow Wilson, presidente degli Stati Uniti dal 1913 al 1921, disse: “Vi prometto che questa sarà l’ultima guerra, la guerra che porrà fine a tutte le guerre”.


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9 pensieri riguardo ““1917”, quanto è fedele alla realtà storica [spoiler e dettagli]

    1. Felice che ti sia piaciuto e grazie per il suggerimento! In realtà non ho visto tanti film sulla I guerra mondiale. Adoro visitare quei luoghi che presentano tracce storiche del conflitto e ho letto qualche libro, ma la mia cultura cinematografia a riguardo è un po’ limitata. Sì, devo porre rimedio a questa mancanza.

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    1. Io fatico a vedere i film di guerra pieni di scene sanguinarie splatter, ma in 1917 non c’è nulla del genere. Felice che l’articolo ti sia piaciuto. Ho dovuto anche tralasciare alcune cose altrimenti sarei diventata troppo prolissa.
      Buona serata a te!

      Piace a 1 persona

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