Viaggio a Brescello, il paese di Don Camillo e Peppone

cartolina
Una cartolina acquistata a Brescello nella quale si vedono alcuni luoghi e oggetti del film

Che i preti s’intromettano nella politica non è di certo una novità recente. Don Camillo è conosciuto per le sue epiche zuffe con il sindaco comunista Peppone. Questi personaggi sono nati dalla penna di Guareschi e compaiono per la prima volta nel libro Mondo Piccolo. Don Camillo del 1949.
Quando le vicende sono state trasposte in film da Julien Duvivier, è stato scelto come location Brescello, un paesetto dell’Emilia-Romagna
situato poco sotto il Po, in una zona da sempre a forte rischio di alluvione. Io ci sono stata nel week end del 7 e 8 settembre 2019.

Non sono appassionata di cinema in bianco e nero, né mi interessano le tematiche religiose o politiche, ma i film di Don Camillo mi piacciono. Le scaramucce tra il prete (Fernandel) e il sindaco (Gino Cervi) appaiono come dei dispetti tra due giovani teste calde che in fondo si vogliono bene. Per questo la situazione è divertente e viene da simpatizzare per entrambi. Anche se non si direbbe, questi due sono grandi amici e uno non sta in pace se l’altro è in pericolo.
E poi certe scene e certe battute sono indimenticabili. Non a caso Don Camillo è stato inserito tra i 100 film italiani da salvare.

IL VIAGGIO
In questo viaggio ho deciso di usufruire solo di treni regionali, per assaporare il gusto dell’avventura, e per immergermi in un’atmosfera del passato. La stazione di Brescello compariva in uno dei film, e mi sembrava bello arrivare proprio da lì. Dunque ho preso quattro diversi treni. Alle 8.00 sono partita dal mio paese verso la stazione di Venezia-Mestre, da qui ho preso il treno per Bologna Centrale e in seguito quello per Piacenza per scendere a Parma. A Parma dovevo trovare velocemente i biglietti TPER (Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna), dopodiché sono salita al volo sul treno per Suzzara in partenza e ho fatto scalo a Brescello-Viadana alle 13.30 circa. Tutto è andato relativamente bene.

Chiesa di Brescello
brescello
Piazza Matteotti la sera

Cosa vedere

I musei
Il biglietto unico, allora del costo di sei euro, permette di visitare tre musei. Due riguardanti i film di Don Camillo e il terzo dedicato ai ritrovamenti archeologici nel territorio di Brescello.

I luoghi che compaiono nei film
In piazza Matteotti si stagliano le storiche facciate della chiesa e dell’edificio comunale. Le statue di Don Camillo e Peppone si salutano ai lati opposti della piazza.
Verso nord-ovest, vicino all’argine del Po, leggermente fuori dal paese (ma sempre raggiungibile a piedi), c’è la Madonnina del Borghetto che Peppone, su Don Camillo monsignore… ma non troppo, voleva abbattere per costruire la Casa del Popolo.

capitello
Madonnina del Borghetto
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Madonnina del Borghetto, dettaglio
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Campana di Peppone

La caricatura di Gisella è visibile su una colonna all’incrocio tra via Gugliemo Marconi e via M.S. Ottone.
La casa di Peppone, in via Carducci, è visitabile solo esternamente.
La stazione ferroviaria è rimasta più o meno come allora.
La vecchia locomotiva è situata all’interno del parco Guareschi dietro il Museo di Don Camillo e Peppone.

L’edificio storico della scuola elementare è visitabile esternamente.
Molto suggestivo l’enorme carro armato parcheggiato nel piazzale del museo.
La campana di Peppone si trova sotto i portici, verso la fine di via Domenico Giglioli.
La sua particolarità è quella di non avere il batacchio. Nel film Don Camillo monsignore… ma non troppo, la campana cadde sopra Peppone. Fortuna che il prete aveva rubato il batacchio per fare un dispetto al sindaco.

figuranti
Don Camillo e Peppone figuranti

Con un po’ di fortuna potreste imbattervi in Don Camillo e Peppone in persona. Io li ho incontrati in giro per il centro. Sono, in realtà, due brescellesi che ogni tanto indossano gli abiti dei due famosi personaggi. Peppone se ne va in giro con il suo mitico sidecar, mentre Don Camillo è sempre pronto ad ascoltare i bisogni dei fedeli.

Brescello1
Guardando dalla finestra del Museo di Don Camillo e Peppone

Dove mangiare

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Caffè Don Camillo in piazza Matteotti

Arrivando con i mezzi pubblici e potendomi spostare solo a piedi, ho trovato comodo sostare nei locali sparsi lungo la via centrale del paese.
Per non fare un torto a nessuno, ho pranzato da Caffè Peppone e cenato da Caffè Don Camillo.
All’interno di questi locali è impossibile non trovare le pareti tappezzate di foto che ritraggono le scene più famose dei film di Duvivier.

Il Po

Fiore di cicoria selvatica sull’argine del Po

Trovandomi a circa due chilometri dal Po, ho pensato di fare una passeggiata per vederlo da vicino. In uno dei film il fiume esondava e allagava Brescello provocando ingenti danni e lo sfollamento degli abitanti.
L’argine del Po è qualcosa d’impressionante. Da lontano sembra un comune argine, ma arrivati in cima ecco la sorpresa: mi aspettavo di vedere il fiume, invece ho scorto campi brulli, boschi di pioppi e anche qualche abitazione.

Osteria Lido Enza. Qui sono segnate tutte le altezze raggiunte dal Po in piena


E il Po? Circa un altro chilometro più avanti. Ho percorso tutto il viale Nord Soliani fino alla foce dell’Enza e proseguito per una sterrata fra i pioppi per riuscire a vederlo.
Vicino alla foce dell’Enza c’è l’Osteria Lido Enza. Qui, su un palo della luce, sono segnate diverse altezze che vanno da pochi centimetri a parecchi metri d’altezza, accompagnate da una data. Si tratta dei livelli raggiunti dall’acqua durante le piene che si sono susseguite negli anni.

Il soggiorno è stato piacevole. Avevo scelto come alloggio il B&B La Sosta Fuori Stazione, a un centinaio di metri dalla stazione ferroviaria e a trecento metri dal centro. L’abitazione era così intima e accogliente che mi sembrava di essere ospitata in una casa privata, pulita e arredata con gusto.

Curiosità: lo sapevate che a Brescello vendono le zuffe? Sono dei biscotti irregolari che dal sapore ricordano moltissimo gli amaretti.


©Monique Namie
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12 pensieri riguardo “Viaggio a Brescello, il paese di Don Camillo e Peppone

  1. non avevo mai sentito questo borgo prima d’ora, grazie delle informazioni, post molto interessante, quest’anno dobbiamo far conoscere la nostra Italia, io faccio del mio meglio, solo vacanze italiane, domani sarò in montagna, in Valle Maira… 😉

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