“Per cause innaturali” di Richard Shepherd

Titolo originale: Unnatural Causes
Titolo italiano: Per cause innaturali. Come ho conosciuto la vita indagando la morte
Autore: Richard Shepherd
Prima pubblicazione: 2018

Non sono riuscita ad aspettare l’atmosfera di Halloween per leggere questo libro che parla di morte.
Richard Shepherd è un affermato medico legale inglese a cui è stata chiesta consulenza in noti casi come la morte di Lady Diana e persino l’attentato alle Torri Gemelle.
Dopo aver letto la prefazione avevo erroneamente creduto di accingermi a leggere un resoconto sistematico dei casi lavorativi più salienti di Shepherd, in realtà si tratta di qualcosa di ancora più interessante: un’autobiografia in cui l’autore parla anche di sé, delle sue emozioni, della sua famiglia.
Il libro è stato scritto come parte di una terapia consigliata da uno psichiatra come rimedio per il disturbo da stress post traumatico che Richard si trovò ad affrontare a un certo punto della sua vita. Per essere un libro scritto in seguito a una prescrizione medica, il risultato è davvero ammirevole. L’autore è riuscito a trasportarmi gradualmente nella sua vita con un incipit ben riuscito da cui traspare l’intelligenza e il grande intuito di quest’uomo.
Si potrebbe pensare che la prerogativa essenziale per svolgere il lavoro di medico legale sia essere persone fredde e metodiche. Richard, invece, si trova spesso a fare i conti con le proprie emozioni. Ama il suo lavoro, né è affascinato dal punto di vista scientifico, ma ogni volta che le emozioni si fanno largo con prepotenza, lui deve lottare per tenerle ben nascoste dentro di sé. Quando la giornata lavorativa volge al termine, vorrebbe lasciare il medico legale fuori dalla porta per entrare in casa come marito e padre premuroso. Questo libro è anche un cammino di analisi e scoperta di sé. Come dice il sottotitolo, Shepherd impara a conoscere la vita indagando la morte.
Forse la parte più complicata per Shepherd avviene proprio nel momento di affrontare le emozioni espresse da altre persone: il disgusto dei poliziotti che devono controvoglia assistere a un’autopsia, ma soprattutto lo strazio dei parenti delle vittime.
Le autopsie non sono mai descritte in modo troppo dettagliato e vengono presentate in modo esclusivamente scientifico. Non ci sono fotografie, ma alcune descrizioni sono molto vivide e probabilmente possono turbare chi è più impressionabile.

Il libro racconta anche della controversa questione della morte improvvisa del lattante, della prima volta in cui il pubblico conobbe il termine “razzismo istituzionale” e dell’aumento dei casi di morte in carcere, per colpa di errate procedure d’immobilizzazione. Certi casi su cui Shepherd si trova a lavorare gli lasciano la pressante sensazione di dover fare qualcosa per prevenire. Per questo a un certo punto si trovò a contribuire all’insegnamento di tecniche di immobilizzazione in sicurezza e all’organizzazione di un piano per fronteggiare emergenze imprevedibili e di grande portata.
Nel suo lavoro è mosso dal profondo desiderio della ricerca della verità con l’umiltà di chi si mette sempre in discussione. Come medico, sa che la scienza lascia sempre qualche possibilità aperta. Anche se il suo lavoro gli impone di essere sicuro, non può sfuggire a una certezza più grande: “ci sono sempre altre possibilità”. Così quando si trova a testimoniare in tribunale non se la sente mai di confermare senza alcun dubbio ciò che ha potuto rilevare. I tribunali saranno per lui luoghi di tormento, dove si troverà ad affrontare avvocati senza scrupoli pronti ad attaccarlo anche sul piano personale.

È curioso scoprire come le procedure scientifiche nelle indagini della polizia siano cambiate negli anni. All’inizio della carriera di Shepherd si entrava nella scena del crimine senza particolari accortezze e capitava che qualche poliziotto sbadato lasciasse accidentalmente un’impronta digitale in giro. L’identificazione tramite DNA era un metodo all’avanguardia che iniziava a essere usato negli Stati Uniti, ma non in Inghilterra, dove ancora si procedeva tramite impronte digitali.

Chi prova curiosità verso la scienza del corpo umano ed è attratto da gialli, misteri e indagini su eventi catastrofici, potrebbe trovare questo libro molto interessante.


© MONIQUE NAMIE
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2 pensieri riguardo ““Per cause innaturali” di Richard Shepherd

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