Film: Adulterio all’italiana

Titolo: Adulterio all’italiana
Anno: 1966
Regia di Pasquale Festa Campanile

Quest’anno è il centenario dalla nascita di Nino Manfredi, che io ho conosciuto tardi, con la serie TV Linda e il Brigadiere (1997).
Un giorno, facendo zapping, mi è capitato di vedere una scena di Adulterio all’italiana. C’era un giovane Nino Manfredi travestito da donna, completo di trucco e parrucca, e non stava neppure male. Sono rimasta sorpresa di scoprire un uomo travestito nella TV degli anni ’60. Non sono riuscita a togliermi quell’immagine dalla mente, tanto che ho dovuto cercare il film per guardarlo dall’inizio, pur non essendo amante della commedia.
Sorpresa, sorpresa: il film si concentra sulla condizione della donna e sulla parità di genere, temi seri alleggeriti dal mood ironico. Possibile che nel ’66 si avvertisse già qualche sentore della rivoluzione socio-culturale del ’68: liberazione sessuale, parità di genere, indipendenza della donna.
Qualcuno ha definito Adulterio all’italiana una “pochade tutta impostata sui doppi sensi”. La pochade, un genere di commedia che ha origine a Parigi verso la fine del XIX secolo, è costruita su vicende amorose con intrighi e colpi di scena.
Franco (Nino Manfredi) tradisce la moglie Marta (Catherine Spaak). Quando lei lo scopre decide che lo perdonerà solo se potrà fargli le corna a sua volta. “Ma non posso accettare, io sono un uomo”, dice Franco. Vorrebbe che Marta lo perdonasse senza condizioni, perché è così che fanno tutte, ma lei non è come le altre.
Nel film si trovano alcune battute che fanno riflettere. Marta dice che un uomo e una donna sono uguali. Franco ribatte che è quello che ha sempre pensato “un uomo e una donna sono uguali”, certo, “ma non fino a questo punto.”
Già inizio a intuire l’evoluzione del personaggio che alla fine si ritrova a impersonare una donna per ottenere il perdono.

«Tua sorella?»
«No, mia moglie»

Fin dall’inizio si presenta una serie di situazioni sconvenienti e colpi di scena. A un party ufficiale di lavoro Franco porta la moglie e le cose prendono subito una brutta piega, perché lei si ubriaca e sta alle avance del primo che capita. Nei giorni a seguire, dato che Franco si rivela anche bugiardo, e Marta non riesce a trovare un uomo di suo gusto con cui tradirlo, lei si vendica facendolo ingelosire. Finge di avere un ammiratore che le regala fiori, lascia in bella vista in casa alcuni oggetti maschili. Lui cerca di indagare sospettando un amante e lei gli regala di continuo indizi fasulli.

Gli scherzi della moglie sembrano avere un brutto effetto su Franco che inizia ad apparire depresso, inventa malattie che non ha, finge di voler compiere un gesto estremo. Che stia cercando di impietosirla o sia davvero disperato? Forse entrambe le cose. Trattandosi di una commedia i momenti di tensione vengono immediatamente attenuati regalando un sorriso.
A fare da colonna sonora Bada Caterina, che torna diverse volte all’interno del film e che ben si lega allo spirito della vicenda narrata.
Ho trovato la coppia Nino-Catherine intrigante e la loro interpretazione mi è piaciuta molto.


© MONIQUE NAMIE
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4 pensieri riguardo “Film: Adulterio all’italiana

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