“Alliances: un gioco di luce” di Stan Lee

Titolo originale: Alliances: A Trick of Light
Titolo italiano: Alliances: un gioco di luce
Autori: Stan Lee, Kat Rosenfield, Ryan Silbert, Luke Lieberman
Prima pubblicazione: 2019

Sì, il celebre fumettista della Marvel è tra gli autori principali di questo libro.
Oltre alla curiosità di scoprire quale nuovo supereroe e quale nuovo superpotere si nascondesse tra le pagine, non nutrivo particolari aspettative quando ho iniziato a leggere Alliances: un gioco di luce.
Qui si parla di cibernetica, intelligenza artificiale, realtà virtuale, metodi all’avanguardia per connettersi alla rete. Il mondo di Alliances è molto simile al nostro, ma con un po’ di tecnologia in più.
I protagonisti principali sono due ragazzi in età adolescenziale: Cameron, che vuole diventare un famoso youtuber e ha molto talento per l’informatica, e Nia, una hacker che si trova segregata in una particolare casa.
Quando Nia e Cameron entrano in contatto diventano come dei giustizieri della rete. Distruggono la carriera di un creatore seriale di bufale; redistribuiscono i soldi sporchi di un riccone come dei moderni Robin Hood del web; smascherano le menzogne di un’apparente brava ragazza che ha rovinato la vita a molte persone; vendicano chi non può farlo per sé sviscerando i segreti celati negli account.

Il ruolo di chi appare come il nemico e chi come eroe e alleato resta in bilico per un po’ prima di essere ribaltato in un modo che ho trovato molto abile. “E se… uno dei personaggi principali fosse sia l’eroe sia l’arma?” Questa storia, a quanto pare, è nata proprio da un what if più o meno come altre di noti supereroi. “E se un ragazzo fosse morso da un ragno radioattivo? E se uno scienziato fosse esposto ai raggi Gamma? E se un mercante d’armi diventasse un eroe in armatura?” Forse proprio per questo mi è stato impossibile non notare delle similitudini con altri film, libri e serie di fantascienza.
Sentendo parlare di un’altra realtà dentro la rete, di un padre scomparso nel nulla e del figlio che lo cerca, la mia mente ha pensato subito al film Tron. Io ho visto sia quello del 1982, sia il sequel del 2010. In breve c’è qualcuno che entra dentro la rete, the grid, e trova un altro mondo. Qui nessuno entra fisicamente nella rete, ma come una specie di ologramma. Mi ha ricordato anche il cartone animato americano Generator Rex (2010), dove c’è un ragazzo, Rex, che in seguito a un incidente riesce a controllare qualsiasi tecnologia toccandola. Il nostro protagonista, Cameron, fa tutto a livello mentale, basta che sia presente un software nell’elettrodomestico preso di mira, ma non posso negare la similitudine con le abilità di Rex. Su Generator Rex inoltre c’è un uomo di nome Sei: una figura con lo stesso nome compare sorprendentemente anche in questo libro pur con un ruolo totalmente diverso. Coincidenza o desiderio di omaggiare il cartone animato americano? Proseguendo ho incontrato anche un elemento che mi ha ricordato il libro The Mind Thing (1961) di Frederick Brown, dove una creatura aliena simile a un guscio di tartaruga deve impossessarsi della mente di qualcuno per poter sopravvivere sul pianeta Terra. In questo libro, invece, la creatura aliena, Xal, non entra nella mente della vittima appropriandosi del corpo intero, ma usa le parti che le servono per restare in vita in un continuo e macabro upgrade. Tra le righe ho riscoperto anche una frase che mi ha riportato agli ultimi minuti del film Lucy (2014). «Dov’è? È dappertutto.»
Dunque, in questo libro ho ritrovato un po’ tutti questi affascinanti elementi e poco mi importava se c’erano questi frammenti già visti altrove con qualche sfumatura diversa. La trama in sé ha alimentato la mia curiosità e la lettura è proseguita veloce.

In conclusione ho trovato questo libro gradevole. Mi è piaciuto il fatto che due dei personaggi più forti e abili siano di genere femminile. Durante la lettura mi sentivo continuamente attratta dal contenuto della pagina successiva, anche se mi è sembrata mancare quella genialità originale capace di lasciarmi sbalordita. Come dicevo, ho trovato alcuni elementi che avevo già incontrato altrove pur con sfumature diverse. Inoltre, la trama ha qualche imperfezione. A un certo punto stavo leggendo di una persona rapita che si risveglia con le mani legate, e una frase dopo la stessa persona muove liberamente le mani senza che mi sia stata data una spiegazione sulla sua liberazione.
Alcune scene sono raccapriccianti e degne di un horror, ma l’atmosfera è spesso alleggerita dalla visione adolescenziale, involontariamente ironica, dei personaggi principali.
Il primo episodio dell’universo Alliances ci lascia con il mistero irrisolto della scomparsa del padre del protagonista e con una nuova terribile minaccia in avvicinamento.
Penso sia un libro adatto ai ragazzi, ma che anche gli adulti amanti della fantascienza possono apprezzare.


© MONIQUE NAMIE
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5 pensieri riguardo ““Alliances: un gioco di luce” di Stan Lee

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