“Viaggio nel tempo. Un’ipotesi possibile” di Dinicastro

Titolo: Viaggio nel tempo. Un’ipotesi possibile
Autore: Michele Dinicastro
Prima pubblicazione: 2017

Ah, i viaggi nel tempo! Sogno di poter tornare indietro di qualche decennio prima della mia nascita e vedere il posto in cui vivo com’era nel passato. Amo le vecchie foto in bianco e nero, e quelle comparative che mostrano il prima e il dopo di un luogo, un passato in bianco e nero e un futuro a colori. Se qualche associazione che lavora in questo campo mi sta leggendo, sappia che sono disponibile per un colloquio di lavoro.
Dinicastro è uno studioso di varie discipline, tra cui parapsicologia scientifica, etno-antropologia e storia, inoltre è un appassionato di fisica. Il libro che ha realizzato raccoglie informazioni interessantissime per gli appassionati di viaggi nel tempo. Non credo esistesse un volume così completo in lingua italiana prima di questa pubblicazione. Il linguaggio usato è semplice e alla portata di tutti, altamente accessibile anche in quei capitoli in cui spiega complesse teorie scientifiche.
Viaggio nel tempo. Un’ipotesi possibile non tratta solamente di teorie scientifiche di eminenti scienziati (come Kip Thorne e Hawking), ma si occupa anche di prototipi di macchine del tempo, esperimenti non convenzionali (come l’esperimento Philadelphia), possibili varchi spazio-temporali presenti sulla Terra e sedicenti viaggiatori nel tempo (come il famoso John Titor). Il tutto è corredato da note bibliografiche, date e nomi di personaggi protagonisti degli eventi in questione. Dinastro non si dimentica dei paradossi in cui incorrerebbe un viaggiatore nel tempo e dedica una parte del suo saggio a possibili soluzioni scientifiche al problema… Alcune sono davvero sorprendenti.

La cosa bella di questo testo è che si tiene ancorato alla scienza anche quando l’istinto entusiastico di un appassionato viene attratto verso i confini del fantascientifico.
Degli scienziati in laboratorio hanno fatto tornarne indietro nel tempo delle particelle. È un dato di fatto. A questo punto della storia non si può più dire “io non credo nei viaggi nel tempo” come se si trattasse di un pensiero filosofico a cui prestar fede o meno. Tuttavia, si può dire “io non credo nei viaggiatori nel tempo”, perché una cosa è far muovere nella quarta dimensione delle particelle, e un’altra è permettere a un essere vivente di farlo senza finire ucciso dalle stesse leggi della fisica.

Tra le pagine si parla di come il tempo venga definito in modi diversi da scienziati, filosofi e psicologi. Un capitolo è dedicato anche agli esperimenti italiani ricollegati al tema in questione. Inoltre, da uno studioso di parapsicologia scientifica, è lecito aspettarsi anche un capitolo sui viaggi psichici nel tempo. In questo paragrafo ho trovato molto intrigante la storia di Marcello Creti che produsse molte idee geniali fin da giovanissimo. Pare che entrasse in una trance leggera durante il dormiveglia e che in quello stato gli arrivassero informazioni provenienti dal futuro. Secondo alcuni esperimenti, sembra che, a livello inconscio, la mente umana non distingua tra passato, presente e futuro. Per l’inconscio esiste un continuum spazio-temporale senza alcuna suddivisione. Per questo motivo, chi ha capacità medianiche può “vedere” cose senza, però, sapere con certezza se siano già successe o se succederanno. Alcuni esperimenti a riguardo sono ancora in corso.
Se, come me avete visto quasi tutti i film più noti sui viaggi nel tempo e conoscete le battute di Ritorno al Futuro a memoria, questo volumetto non vi deluderà.

Grazie a Enzo Barone che mi ha mandato in dono questo libro. Enzo è autore del podcast Cronache dall’altro mondo, progetto a cui collaboro nella revisione dei testi.


© MONIQUE NAMIE
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Monique Namie


7 pensieri riguardo ““Viaggio nel tempo. Un’ipotesi possibile” di Dinicastro

  1. Molto bello! Se non avessi già una lunga lista di libri da leggere (errore che un tempo non facevo ma che negli ultimi anni mi ha fregato), ci farei un pensierino immediato. I viaggi nel tempo affascinano, anche solo come base per storie di fantasia, se non come ipotesi scientifica.

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