Love, Death + Robots (stagione 1)

Ogni volta che mi riavvicino alla fantascienza è come ritrovare un’amica di lunga data.
Love, Death + Robots è una serie tv animata americana di genere fantascientifico, destinata a un pubblico adulto e disponibile su Netflix.
Si rivolge a un pubblico adulto in quanto ci sono scene di nudo esplicito, violenza senza censura e dissanguamenti piuttosto brutali. Viene definita “irriverente“, “dissacrante“, e si dice “nata dalla volontà di riportare in vita il classico degli anni ’80 Heavy Metal“.
I possibili scenari spaziano dal post-apocalittico, al futuristico, ai viaggi interstellari.
I personaggi di alcune animazioni in CGI sono così realistici da sembrare attori in carne e ossa. Altre volte la CGI si alterna agli attori veri. Altre animazioni ancora imitano lo stile tradizionale del disegno.
Come suggerisce il titolo, i vari episodi, tutti autoconclusivi, girano attorno alle tematiche principali di amore, morte e robot. Alcune volte in un episodio possono coesistere amore e morte, oppure amore e robot, oppure morte e robot. Tutte le variabili sono concesse.
La prima stagione consta di 18 episodi. In questo articolo citerò quelli che mi hanno colpito maggiormente.

La testimone (The Witness), mi ha colpito per lo stile di animazione molto originale. A un primo sguardo i personaggi si direbbero disegnati nel modo classico, ma poi si nota la fluidità dei corpi e degli abiti. Sembrano disegnati invece sono resi con la computer grafica. Dai suoni più forti escono delle onomatopee scritte come se si trattasse di un fumetto. Il mondo futuristico in cui è inserita la storia, richiama i centri urbani delle più grandi città orientali. In questo ambiente, una donna assiste a un omicidio, l’assassino la vede e inizia un inseguimento. Consigliato a chi è affascinato dai loop.

Buona caccia (Good Hunting), qui viene usata un’animazione in 2D e 3D. La storia è ambientata in un’Antica Cina che gradualmente si trasforma in un mondo steampunk. Un ragazzo diventa amico di uno spirito di donna-volpe e quando lei viene maltrattata, torturata e non riesce più a trasformarsi in volpe, lui la aiuta.

La notte dei pesci (Fish Night). Una piacevolissima animazione cell-shading, ovvero un 3D che imita il disegno classico. Due uomini restano bloccati in mezzo al deserto e durante la notte si palesano gli spiriti degli antichi esseri marini che un tempo popolavano l’oceano che era lì. L’atmosfera è da sogno incantato.

Dolci tredici anni (Lucky 13). A un nuovo pilota viene affidata la navicella Lucky 13, tristemente famosa per essere sopravvissuta due volte ai suoi equipaggi. Questo cortometraggio ha delle belle scene d’azione, e mi piace perché lascia intuire che la navicella abbia una volontà propria e sia pronta a proteggere l’unico pilota che l’ha trattata bene.

Zima Blue. La vicenda gira attorno a un artista misterioso e a un robot rudimentale che viene perfezionato sempre più. È una storia che in qualche modo cerca di sondare il senso della vita e la ciclicità dell’esistenza. Questo cortometraggio è uno di quelli che fa più riflettere.

Si guadagna una menzione speciale Alternative Storiche (Alternate Histories), che per gran parte del tempo mi ha fatto ridere esclamando: “WTF! Cosa cavolo sto vedendo?!” L’app Multiversity mostra diverse alternative degli eventi storici principali. In questo caso viene presa in esame la morte di Hitler prima del tempo. Il trash qui sale a livelli record.

Avete mai visto questa serie TV?

Seconda stagione


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Monique Namie


18 pensieri riguardo “Love, Death + Robots (stagione 1)

      1. Ho visto la prima stagione. È chiaro che si tratta di un esercizio di stile, però l’idea di storie diverse con stili di animazione differenti è un esperimento interessante. Alcuni episodi mi hanno lasciato abbastanza dubbioso e in diversi casi ho notato l’assenza di una vera e propria trama, plot twist, colpi di scena o anche veri e propri punti di arrivo. Ciononostante, complessivamente promuovo la serie, perché in molti casi la grafica è davvero ottima, tanto da far soprassedere sulla storia povera. In certi episodi, invece, soggetto e sceneggiatura sono riuscitissimi. Il mio preferito direi che è “Zima Blue”, che ho trovato quasi asimoviano. Mi è piaciuto molto anche “Tre robot”, pur con alcune minuscole incongruenze (tipo la palla da basket ancora gonfia). Ottima grafica e idea per “Il vantaggio di Sonnie”, splendida CGI per “Oltre Aquila”, carina “Il dominio dello yogurt” (peccato per il finale frettoloso), plot twist azzeccato in “La testimone”. Insomma, credo si vari abbastanza da fare sì che a tutti piaccia almeno qualche episodio. Unica pecca (per me), la volgarità eccessiva spesso gratuita.

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        1. Grazie per aver riportato la tua opinione.  Più o meno ho avuto le tue stesse impressioni… persino riguardo la balla da basket e il finale un po’ frettoloso dello yogurt. Sulla volgarità secondo me hanno liberato ogni freno. Del tipo: “È o non è una serie a bollino rosso per soli adulti? E allora diamoci dentro”. Alcune cose le ho trovate anch’io eccessive.

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  1. Vista la prima quando uscì tempo fa. I miei preferiti sono quello sui tre robot che esplorano una città umana, lo yogurt senziente (mamma, che risate) e, nonostante mi renda conto che sia molto debole rispetto agli altri, quello ambientato nell’esercito russo. Zima Blue è un piccolo capolavoro che metto a parte, è davvero bello ed è in grado di farti fare le domande giuste sull’arte. Nessuna risposta, solo domande. In linea di massima, mi sono piaciuto tutti, ma questi ogni tanto lo riguardo davvero con piacere.

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    1. Belli anche quelli che hai citato! I tre robot sono simpatici e gli scenari post-apocalittici mi intrigano sempre. Anch’io ogni tanto torno a guardarne alcuni, certi sono dei piccoli capolavori anche solo per la qualità delle animazioni.

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  2. Io ci ho provato a vederle. Ho visto quasi tutta la prima stagione e tutta l’ultima. Forse in totale me ne se sarà piaciuta una. Le grafiche sono ben costruite ma le storie molte sono fini a se stesse, anzi, non sembrano neanche avere un senso alcune. Non so, mi sono piaciute alcune nella grafica principalmente. Il resto meh.

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    1. Sì, diciamo che sono spesso e volentieri esercizi di stile. Oppure dei microracconti che più che narrare una storia completa mirano a trasmettere qualcosa. Io ho guardato tutte le stagioni. Nella seconda (della quale parlerò questo venerdì), mi sono piaciuti 3 episodi su 8.

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      1. Ma non lo metto in dubbio però sarebbe sicuramente più carino se avessero inizio e fine. Come nella letteratura ci sono brevi racconti, si può fare lo stesso ed esercitarsi ugualmente. Credo sia anche più carino visivamente parlando

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