Love, Death + Robots (stagione 3)

Eccoci per la terza volta a parlare di questa serie tv animata di genere fantascientifico. Come sempre, aspettatevi dissanguamenti, morti raccapriccianti, nudità e scene esplicite.
Scenari possibili: post-apocalittico, futuristico, viaggi interstellari.
Non posso che concordare con chi nei commenti precedenti ha espresso dei dubbi riguardo le narrazioni che sembrano non portare a nulla di concreto. Le trame sono appena accennate, si tratta spesso e volentieri di situazioni ritagliate da un ventaglio più grande che ci resta ignoto. In questo modo, sembra si voglia far focalizzare maggiormente lo spettatore sullo stile.
La terza stagione costa di 9 episodi. Qui cito i tre che mi hanno colpito maggiormente.

La pulsazione della macchina (The Very Pulse of the Machine), due astronaute sono su Io, satellite di Giove. Hanno un incidente con il rover e Martha Kivelson è l’unica sopravvissuta. Il suo serbatoio dell’ossigeno però è compromesso, quindi deve attingere da quello della compagna di viaggio deceduta, per cui deve trascinarsi dietro il suo corpo. Se da una parte c’è ovviamente del macabro, le animazioni sono bellissime e gli scenari sono fantastici.

Dev’esserci sempre un cortometraggio più trash degli altri in ogni stagione. In questo caso si tratta de La notte dei mini morti (Night of the Mini Dead). Quel “mini” si riferisce quasi certamente al tipo di animazione che crea delle finte riprese dall’alto facendo sembrare tutto miniaturizzato. In breve mostra come il mondo sprofonda nel caos a seguito di un’epidemia zombie dilagante.

La stagione si conclude con i fuochi d’artificio. Jibaro per me è pura arte. L’ambientazione richiama una favola medievale oscura. Alcuni cavalieri si trovano a passare vicino a un lago nel mezzo di una foresta. In questo lago vive una specie di sirena ricoperta d’oro e pietre preziose. La sirena comunica danzando e attrae in una trappola mortale gli uomini col suo grido. Tra i cavalieri, tuttavia, ce n’è uno sordo e dunque immune ai poteri della creatura magica.
L’aspetto della sirena è meraviglioso, l’oro che la ricopre sembra parte integrante della sua pelle, e il ballo scatenato in cui si cimenta è spettacolare e a tratti inquietante. Come riferimento per i movimenti di danza sono stati assunti una coreografa di danza con il suo team di ballerini. Gli scenari sono dipinti in modo da sembrare realistici da lontano e astratti quando ci si avvicina.
Poteva essere una bellissima storia d’amore tra la sirena e il cavaliere, ma qualcosa va storto.


© MONIQUE NAMIE
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