In viaggio la notte

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La notte, lungo questa strada senza fine
essenze di concerti e uomini d’affari,
mentre l’auto scivola veloce
seguendo geometrie di segnali
con le gocce di pioggia sul parabrezza.

Scivoliamo sulla notte e sul tempo
in uno spazio senza ossigeno,
avvolti in un abbraccio di benzina e fumo:
percorriamo sentieri dalle curvature perfette
e respiriamo ancora l’inebriante profumo
di luci intermittenti nelle notti oscure.

Svegliarsi all’alba e scoprirsi innamorati
ci fa sentire come abbagliati
dalla luce dei fanali
che ci attraggono come falene la notte
in labirintici filamenti incandescenti.

Errare è lecito negli incroci più bui,
ma incontreremo sguardi di stelle
e ci tenderanno mani gentili per superare
distese impervie di fiumi d’asfalto
verso città storiche irradiate a festa.

Lungo la nostra amata contrada,
fragranza di casa in luoghi sconosciuti,
mentre l’auto plana sicura su sentieri isolati
scavando solchi come binari paralleli:
le sole prove del nostro effimero passaggio.


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“In viaggio la notte” di Monique Namie
è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.


Decidere il futuro

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Entro in quella porticina consunta
a qualche passo dalla nuova cattedrale
e la signora oltre il bancone ha occhi neri,
grandi ciglia dipinte di verità surreale.
– Che lavoro vorrebbe fare? – mi chiede.
Parole in grado di sconvolgere la vita;
di sogno in sogno mi perdo a fantasticare
e temo di spezzare la matita fra le dita.
– Che lavoro vorrebbe fare? – insiste,
porgendomi un curriculum da compilare.
Ma non so rispondere con la tempesta dentro,
non so mettere confini ai desideri che sento.

Vorrei fare l’astronauta per esplorare!
Dietro una scrivania non ci saprei stare
se non fosse quella d’una base di lancio
dove ammirare la pazzia di scienziati
e affascinanti tecnici plurilaureati.
Non risponderò alla signora oltre il bancone.
No, non metterò i miei sogni nel cassetto
per una società che apprezza vili denari
e non si lascia trasportare dal cielo
perché ha lo sguardo coperto da un velo.

– Insomma, che lavoro vorrebbe fare?!
– Vorrei solo che la smettesse di domandare.

Me ne vado da quella porticina consunta
a qualche passo dalla nuova cattedrale
e la signora all’interno sgrana gli occhi neri
in attesa che finisca il suo turno serale.


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“Decidere il futuro” di Monique Namie
è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.