Lettera a un bambino mai nato – Oriana Fallaci

Free Image Hosting at FunkyIMG.comQuesto libro, recuperato al mercatino per un euro, contiene due racconti di Oriana Fallaci: “Lettera a un bambino mai nato” e “Se il sole muore”. In questo articolo mi soffermerò a parlare del primo, un racconto autobiografico.

Nella presentazione sulla sovracopertina si leggono queste righe:

“A chi non teme il dubbio, a chi si chiede i perché senza stancarsi, a costo di soffrire e di morire, a chi si pone il problema di dare la vita o negarla, questo libro è dedicato da una donna per tutte le donne”.

Partiamo da ciò. Il libro è dedicato a tutte le donne, ma il testo è adatto a chiunque si ponga molte domande sulla vita, sull’amore, sui meccanismi sociali, e sia pronto a mettere in dubbio le proprie convinzioni. Chi si accosterà a questa lettura non si aspetti di trovare delle risposte certe. Questo racconto, che la Fallaci ha attinto dalla propria esperienza di vita, ha fatto discutere e forse farà discutere ancora per molto tempo, perché tocca argomenti delicati lasciando aperti numerosi interrogativi. Quando un essere umano si può moralmente considerare tale? Nel momento in cui ha una forma riconoscibile nell’utero della madre, o lo è fin dal concepimento? Perché costringere una creatura in un mondo spesso ingiusto e crudele senza la certezza che gli piacerà? È meglio rischiare di essere infelici ma esistere, o non essere mai esistiti?

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Lo stile impeccabile di “Lettera a un bambino mai nato” è arricchito da sfumature poetiche. Il monologo di questa donna, che parla al suo bimbo mai venuto al mondo, è a tratti straziante; riesce a toccare corde sensibili, a emozionare e a commuovere quasi fin dalle prime pagine.

Si tratta di una pubblicazione del 1975, periodo in cui l’autrice si considerava atea. Nel libro si percepisce chiaramente il suo ateismo (espresso talvolta in un modo pungente, che può indispettire) e il forte desiderio di lottare per l’uguaglianza tra uomo e donna.

“Nelle leggende che i maschi hanno creato per spiegare la vita, la prima creatura non è una donna: è un uomo chiamato Adamo. Eva arriva dopo, per divertirlo e combinare guai. Nei dipinti che adornano le loro chiese, Dio è un vecchio con la barba: mai una vecchia con i capelli bianchi. E tutti i loro eroi sono maschi: da quel Prometeo che scoprì il fuoco a quell’Icaro che tentò di volare, su fino a quel Gesù che dichiarano figlio del Padre e dello Spirito Santo: quasi che la donna da cui fu partorito fosse un’incubatrice o una balia.”

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Foto di Oriana presente nel retro della copertina del libro.

Oriana si atteggia con l’animo intelligente di una persona che sa di non sapere. Elabora costantemente i suoi pensieri finendo per autoconfutare quanto affermato in precedenza. Ad accentuare questa sua continua messa in discussione, c’è un’alternanza tra brevi periodi di ottimismo e un più marcato pessimismo che stravolge di volta in volta la sua visione del mondo. Che questo derivi da sbalzi d’umore che la caratterizzano in quanto donna incinta, o meno, nelle argomentazioni che solleva si può cogliere anche il suo animo ribelle e anticonvenzionale.

Il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse una mela: quel  giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza.”

Come già detto, la Fallaci finisce per ribaltare certe considerazioni facendole sembrare prima valide e poi vacillanti. Si immedesima persino nel medico che la considera un’assassina e riesce ad entrare nella sua logica, risultando straordinariamente credibile. Il lettore, dunque, si trova davanti a diverse possibilità: sta a ognuno trovare quella che ritiene più appropriata. Questa lettura offre continui spunti di riflessione. Nulla è dato per scontato e, soprattutto, non esiste un’unica verità: opinioni contrastanti possono essere altrettanto giuste.


Licenza Creative Commons Questo articolo © Monique Namie
è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.


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9 pensieri riguardo “Lettera a un bambino mai nato – Oriana Fallaci

  1. avevo sentito parlare tempo fa di questa interessante lettura, sicuramente ha aperto un mondo di riflessioni che anche a distanza di così tanti anni sono rimaste immutate. Anche al giorno d’oggi spesso ci s’interroga su questi importanti passi nella vita di una coppia. La donna un tempo era messa in secondo piano, ora sembra essere al centro dell’attenzione, ma i problemi restano, anzi si spostano altrove. La difficoltà di crescere dei figli, i problemi di lavoro e altro, fanno si che molte donne scelgano di non avere figli proprio per non vederli soffrire in seguito.
    Io conosco una ragazza, ora matura, che al tempo mi disse di volere un figlio, ma di non poterle garantire alcun futuro, per questo non lo fece mai. Ogni situazione a mio avviso va valutata attentamente, non si può dire questo è giusto, questo no, bisogna a mio avviso trovarsi in certe situazioni. 😉

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    1. Certo, si tratta di un argomento delicato e altamente soggettivo al quale non è possibile fornirne una soluzione generale valida per tutti. Bisogna trovarcisi dentro per poter valutare (non senza difficoltà)… come certe emozioni che non si comprendono finché non si provano di persona. Il libro secondo me tratta in modo interessante il tema senza dare insegnamenti, ma appunto spronando a una profonda riflessione. Grazie mille per aver esposto i tuoi pensieri! 🙂

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  2. Non ho mai letto niente della Fallaci e ho sempre avuto dei sentimenti contrastanti nei suoi confronti ma non saprei dirti il perché. La tua riflessione mi ha molto interessata e sono argomenti e tematiche che mi stanno molto a cuore. Sicuramente prima o poi lo leggerò ^^

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    1. Io ho letto troppi pochi lavori della Fallaci per poter dare una definizione della sua personalità. La mia prima impressione è che lei sia un po’ provocatrice e un po’ demolitrice di certezze. Infatti, invece di darti risposte, ti fa nascere un turbine di riflessioni in testa. Secondo me bisogna leggerla con una certa predisposizione mentale. 🙂

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