“La confraternita degli storici curiosi” di Jodi Taylor

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Titolo italiano: La confraternita degli storici curiosi
Titolo originale: Just One Damned Thing After Another
Prima pubblicazione: 2013
Autrice: Jodi Taylor

«Insomma, ti dimettono dall’ospedale nonostante non ti sia ancora ripresa da una malattia grave, a che ora? Alle undici del mattino. Ti fermi a pranzo, incontri un’amica, rubi una capsula da una struttura di massima sicurezza, fai una serie di complesse equazioni e un’ora dopo stai correndo come un’ossessa nel cretaceo salvando la vita a quattro uomini e affrontando il più grande predatore del mondo con una bomboletta di spray al peperoncino. Credo che tu sia alquanto strabiliante.»

Chi mi conosce un po’ sa quanto io ami i viaggi nel tempo. Quando ho saputo che in questo libro c’erano dei viaggiatori temporali ho deciso che dovevo leggerlo.
Praticamente qui si parla di un istituto (il Saint Mary) con una zona segreta in cui si reclutano storici da mandare indietro nel tempo a studiare eventi del passato. Wow!
Come spesso accade quando mi trovo davanti ad argomenti che mi appassionano, avevo alte aspettative, che sono scese quasi subito, per risollevarsi a picchi altalenanti di approvazione e delusione.

Le prime note negative che mi vengono in mente:
1- La narrazione è troppo veloce.
2- I personaggi sono poco o nulla caratterizzati.

Le prime (e uniche) note positive che mi vengono in mente:
1- I viaggi nel tempo!
2- La Storia paragonata a un organismo vivente con anticorpi che si protegge dai viaggiatori nel tempo come da un virus.

In questo libro, quando succedono delle cose, divertenti o drammatiche, non ci si sente mai troppo coinvolti. Nascono legami, ma risultano piatti. Certi momenti di tensione durano un attimo e la riga dopo sono già stati dimenticati.
Il racconto, in generale, ha un tono scanzonato che va ad affievolire il pathos dei momenti più drammatici, togliendo parte dell’emozione che avrebbe potuto esserci.
La narrazione troppo veloce pone distanza tra i personaggi e il lettore, che non ha il tempo di entrare in confidenza e simpatizzare per uno o l’altro.
La caratterizzazione mi ha piuttosto delusa. All’inizio del testo si trova una fredda lista con nome, mansione e caratteristiche principali. Di solito parto prevenuta quando trovo cose del genere, ma ero speranzosa. Va bene, mi sono detta, scoprirò comunque i personaggi più nel profondo mentre m’immergo nella lettura. Speranza vana. Molto meglio se fosse stata presente una cartina dell’intricato Saint Mary Institute.

La protagonista, Madeleine Maxwell, detta Max, è laureata in Storia antica. È una ragazza problematica che a scuola ne ha combinate di ogni. Il suo modo di fare pare sia un riflesso dell’inferno che ha vissuto in famiglia. In realtà, non si sa come fosse la sua vita familiare e cosa l’abbia resa tanto terribile. In ogni caso, Max si è abituata a stare sola e quando entra al Saint Mary Institute non ha praticamente nessun legame esterno. Bene, ma avrei voluto saperne di più. Non basta dire che il suo passato è stato qualcosa di allucinante; si percepisce la mancanza di una spiegazione esaustiva.
E l’aspetto fisico? Molti maschi la trovano super attraente, ma l’unica cosa che l’autrice riesce a far conoscere di Max al lettore è che è bassa e ha dei capelli rossi indomabili.
Di un suo collega sappiamo che è presuntuoso, ma non è sufficiente fargli dire due volte “sono presuntuoso” perché il lettore lo percepisca davvero così. Dimostralo, non dirlo e basta! Lo show don’t tell qui fallisce miseramente.
Capita anche che la protagonista inizi ad accorgersi di provare qualcosa per X solo dopo aver casualmente sentito indiscrezioni sul fatto che lui provi interesse per lei. Questa cosa mi sa troppo di scrittura adolescenziale e mancanza di carattere. Aggiungiamoci poi raptus inverosimili in personaggi che si sono sempre mostrati seri e pacati e che improvvisamente impazziscono, per rinsavire poco dopo. No, con la caratterizzazione non ci siamo proprio.

Tutta la prima parte sull’addestramento ha un retrogusto di dinamiche sociali liceali. Le cose diventano più interessanti quando iniziano i salti nel passato. Qui i momenti di tensione si fanno un po’ più corposi e il carattere dei personaggi sembra assumere un po’ più di spessore (ma non troppo). Ci sarà anche qualche piacevole colpo di scena.

L’entrata in campo dei cattivi, con i soliti piani di vendetta e soldi facili, gioca poco a favore dell’originalità. Ma un cattivo doveva pure saltare fuori, giusto per far andare le cose ancora più storte di quanto già non vadano a prescindere.

Ho trovato anche alcuni errori, forse dovuti a una traduzione poco curata.
“Ricordavo come fosse ieri quando Farrell aveva detto: «Sviluppi una specie di senso senso»”. Sesto senso.
Pronomi e soggetti 
discordanti. “La Società per la protezione degli edifici storici era l’ente ufficialmente incaricato della manutenzione del nostro amato ma malconcio edificio. Avevamo il suo numero nei preferiti. Loro avevano il nostro nella lista nera.”

In conclusione, il libro sembra scritto di fretta. La sensazione è quella di trovarsi di fronte a un sacco di avvenimenti collegati tra loro con la prima scusa venuta in mente. D’altronde la Storia altro non è che una dannata cosa dopo l’altra”. Cit. Arnold Toynbee. Il titolo originale, Just One Damned Thing After Another, appare di sicuro più appropriato della versione italiana.
Ci sono delle buone idee che, connesse all’opportunità di viaggiare nel passato, avrebbero potuto dare vita a qualcosa di alettante, peccato siano state affrontate in modo inadeguato. È stata messa troppa carne al fuoco e il tutto è stato trattato velocemente e con trascuratezza.
Non dico di sentirmi come se avessi sprecato ore della mia vita su questo libro, ma di certo in generale sono rimasta delusa. Più ripenso a ciò che ho letto, più questo libro mi fa sorridere per il livello di astrusità che contiene. Escludendo l’umorismo inglese, la restante comicità è chiaramente involontaria.
Il romanzo è autoconclusivo, ma ci saranno parecchi seguiti per quella che è diventata la saga de “Le Cronache di Saint Mary” (The Chronicles of St. Mary’s).


©Monique Namie
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2 pensieri riguardo ““La confraternita degli storici curiosi” di Jodi Taylor

  1. fra tanti libri può capitare di trovarne qualcuno non di proprio gusto, è un po’ come per i film, magari c’intrigano dalla trama, dalla locandina, poi magari non sono per niente come li aspettavamo…
    I viaggi nel tempo affascinano moltissimo anche me, il libro che avevo iniziato a scrivere e che poi per mancanza di tempo ho accantonato era proprio su questo argomento, un viaggio nel futuro….
    Buon wek end e buone letture… 😉

    Piace a 1 persona

    1. In genere non recensisco nemmeno i libri che non mi piacciono, ma qui ho voluto fare un’eccezione.
      I viaggi nel tempo affascinano molte persone, ma sono argomenti ostici da trattare. Se si va nel passato bisogna studiare bene la storia, se si va nel futuro bisogna avere l’abilità di creare atmosfere verosimili.
      Buon weekend anche a te! 🙂

      Piace a 2 people

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