Seta – Alessandro Baricco

Free Image Hosting at FunkyIMG.com


TRAMA: la storia è ambientata nella seconda metà dell’800. Il protagonista, il trentaduenne Hervé Joncour, è un commerciante francese di seta che viaggia più volte in paesi lontani, fino al Giappone, per comprare i migliori bachi da seta. Nella terra del sole nascente, Hervé incontra una ragazza. Nonostante le loro conversazioni siano composte di soli sguardi, nasce la tra loro un’attrazione.


Hervé è un uomo che si lascia da sempre scorrere la vita addosso, ma ad un certo punto succede qualcosa di sconvolgente. Un giorno Hervé Joncour decide per se stesso. Questa è forse la parte che più mi fa riflettere. Che cosa ha scosso l’indole passiva del protagonista? Amore? Attrazione verso l’ignoto? Desiderio di raggiungere una volta in più la fine del mondo? Queste stesse domande si trascinano appresso un senso di mistero che arricchisce ulteriormente la trama.
Ho letto questo libro due volte a distanza di anni. Fin dalla prima lettura mi ha colpito il particolare stile di Baricco. L’autore fa uso di periodi talvolta brevissimi – formati anche da una sola parola – e immagini poetiche che si incastrano bene con lo svolgersi della narrazione, conferendo al testo sfumature quasi metafisiche.
Riporto ciò che si può leggere sul retro della versione che ho nella mia libreria:

“Questo non è un romanzo. E neppure un racconto.
Questa è una storia. Inizia con un uomo che attraversa il mondo, e finisce con un lago che se ne sta lì, in una giornata di vento.
L’uomo si chiama Hervé Joncour.
Il lago non si sa.”

La prima volta che lessi Seta rimasi spiazzata. “Si possono scrivere libri con frasi tanto brevi?! Certe volte, più che prosa, sembra poesia.” Questi erano i pensieri principali che mi giravano per la testa. Pensai anche che gestire uno stile così originale dovesse essere difficile. Ora non ne sono più tanto convinta, perché lo stile di un autore viene da dentro e sgorga in modo spontaneo.
Tra le varie cose ho apprezzato le descrizioni, che io riassumerei con due aggettivi: essenziali e cicliche. Alcune immagini ricorrenti diventano, infatti, elementi fondamentali per la caratterizzazione di un personaggio o di un luogo. Il tutto è strutturato in maniera così particolare che a me viene da paragonarlo a un quadro vivente che si muove e racconta la propria storia sulla tela. Sì, nella scrittura di Baricco trovo ci sia qualcosa di magico.
Da questo libro è stato tratto anche l’omonimo film del regista François Girard che si mantiene molto fedele al testo originale.


Licenza Creative Commons Questo articolo di Monique Namie
è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.


7 pensieri riguardo “Seta – Alessandro Baricco

    1. Io Seta l’ho letto perché me lo consigliò la prof d’italiano alle superiori. Sapeva del mio interesse verso la cultura cinese, ma in realtà il libro parla del Giappone, quindi me lo consigliò per errore. 😀 All’inizio lo stile di Baricco mi ha alquanto spiazzata, pensavo ci fosse una vena di follia in quello che scriveva. Sono riuscita ad apprezzarlo/comprenderlo meglio solo più tardi.

      Piace a 1 persona

  1. Non conosco questo libro e neppure Baricco, ora mi avete incuriosito.. tra l’altro amo il Giappone e anche l’attrazione che nasce dagli sguardi 😉
    Un caro saluto Dona
    Ps. cosa significa lo scritto in giapponese sulla copertina?

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...