“Korolev” di Paolo Aresi

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Titolo: Korolev
Autore: Paolo Aresi
Prima pubblicazione: 2011

La recente scoperta di un lago sotto la superficie di Marte era stata “predetta” da Paolo Aresi nel suo “Korolev”. Di nuovo la fantascienza ha anticipato un avvenimento del mondo reale. Anche se, volendo essere pignoli, nel libro la scoperta avviene nell’anno 2084.
Questo libro di Aresi è ambientato in un futuro dove l’astronautica non suscita più alcun entusiasmo nei capi delle nazioni. Perché spendere denaro per l’esplorazione spaziale? Le risorse usate per le missioni sulla noiosa superficie di Marte sono sprecate. L’intera umanità ha perso interesse per lo spazio. La Terza Missione Marziana non ha portato alcuna utilità, dunque rischia di essere l’ultima.

“Erano su Marte da sei mesi. Strappata con le unghie e con i denti la loro missione, pensò il comandante. Strappata ai governi che la ritenevano inutile. Costosa. Superflua. Meglio usare i soldi per farsi le guerre che almeno un problema lo limitavano, pur senza risolverlo: quello della sovrappopolazione della Terra.”

Proprio quando il destino dell’uomo sembra quello di rimanere ancorato per sempre alla culla natia ed eventualmente autodistruggersi, ecco arrivare una scoperta sorprendente. Gli astronauti della Terza Missione Marziana scoprono un manufatto, una navicella spaziale sul Pianeta Rosso. È molto simile a una Soyuz, ma chi l’ha costruita? Com’è arrivata fin lì?
Questa scoperta accenderà inevitabilmente la storica rivalità tra Stati Uniti e Russia. Come se non bastasse, nei pressi del ritrovamento, l’attenzione degli astronauti è catturata anche da una grotta che pare abbia una pavimentazione troppo liscia e perfetta per essere di origine naturale. L’esplorazione di questo ambiente sarà il passo decisivo per la comparsa del personaggio di Korolev.

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Illustrazione di Giuseppe Festino

Il riscatto di Sergej Pavlovic Korolev
Conosciuto come “Costruttore Capo”, Korolev fu il più grande ingegnere progettista di razzi sovietico, tanto da essere considerato il padre dell’astronautica Russa.
Nel 1933 già si stavano facendo sentire alcune tensioni internazionali: tutti i progetti missilistici dovevano rientrare nel campo dell’ingegneria militare, non di certo in quella astronautica. Chi si dimostrava intenzionato a perseguire studi differenti veniva additato come traditore, sperperatore delle risorse della nazione e, dunque, internato in un gulag. Capitò anche a Korolev. Per colpa delle precarie condizioni di vita all’interno del campo di lavoro, dove passò alcuni anni di prigionia, la sua salute divenne cagionevole. Si portò dietro le conseguenze di quel periodo d’internamento fino alla morte.
La figura di Korolev è rimasta nell’ombra nonostante sia suo il merito di aver progettato i lanciatori della Soyuz e il razzo N1, il vettore che avrebbe dovuto essere utilizzato per lo sbarco sovietico sulla Luna.
Una parte del libro di Aresi si concentra proprio sulla vita di questo grande uomo. Il suo vissuto viene narrato partendo da una base storica reale e diventa pian piano un what if fantascientifico ai limiti dell’incredibile. È proprio il caso di dire che grazie a questo romanzo il “Costruttore Capo” può risorgere per trovare il suo meritato riscatto.

Korolev fu anche supervisore delle prime missioni d’esplorazione dello spazio, tra le quali il lancio di Yuri Gagarin, il primo uomo della storia a orbitare intorno alla Terra. Scomparì tragicamente sette anni dopo la grandiosa impresa in un incidente a bordo di un caccia da lui pilotato.
A questo punto non posso non citare l’emozionante canzone di Claudio Baglioni del 1977 intitolata “Gagarin”.

Valentina Tereshkova e le donne nello spazio
Nel romanzo, Korolev la chiama “gabbianella” e ha instaurato con lei una profonda relazione d’affetto molto commovente. La prima donna nello spazio fu di nazionalità russa, ma questo non vuol dire che in Russia non ci fossero pregiudizi nei confronti del genere femminile. Si pensava che lo spazio fosse un posto troppo duro e difficile e che servisse un fisico forte e robusto come quello degli uomini. Scegliendo una donna per la missione, è probabile che i sovietici puntassero solamente a un nuovo primato: dopo il primo essere vivente (la cagnetta Laika), il primo uomo (Yuri Gagarin) e infine la prima donna (Valentina Tereshkova). Nessun reale desiderio di rivoluzione culturale, tanto che per la seconda donna nello spazio si dovranno aspettare quasi 20 anni. Nel mentre il numero di astronaute americane salì, e alcune assunsero anche il comando della ISS. Alla faccia dello spazio impervio roba per soli uomini.

Conclusione
Storia e fantascienza si amalgamano deliziosamente in questo romanzo di Paolo Aresi, il cui stile è asciutto e talvolta quasi telegrafico. Nella presentazione dei personaggi risaltano due principali tipi psicologici:

1) gli uomini che hanno sempre visto una Terra divisa dai confini e che per la conquista di nuovi spazi sono pronti a scatenare una guerra;
2) gli astronauti che hanno visto il mondo dall’alto e si sono accorti che in realtà non ci sono confini, che la Terra è di tutti e che le nuove conquiste appartengono all’umanità intera.


Licenza Creative Commons Questo articolo © Monique Namie
è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.


 

5 pensieri riguardo ““Korolev” di Paolo Aresi

  1. La fantascienza è uno specchio della ricerca scientifica e tecnologica. La fantascienza ci fa capire che le galassie nell’universo sono popolate da entità molto più avanzate della nostra.

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